Effetto Obama, cade il governo olandese

Non trova reazione entusiaste in tutti i paesi coinvolti nell’operazione militare Isaf in Afghanistan la richiesta americana di aumentare il contingente nel 2010 (per ridurlo, almeno questa è la promessa, nel 2011). L’iniziativa lanciata dal democratico Obama non è infatti piaciuta ai laburisti olandesi che hanno abbandonato la compagine governativa facendo cadere il governo del primo ministro Jan Peter Balkenende (soprannominato Harry Potter, per la somiglianza). Dopo una trattativa durata 16 ore e terminata alle 4 del mattino, il leader del Partito cristiano democratico olandese, ha annunciato che andrà a consegnare il mandato nelle mani della regina Beatrice (appena lei tornerà dalle sue vacanze austriache). Il governo di Amsterdam, in carica dal 7 febbraio 2007, era tripartitico, comprendendo oltre il CDA anche l’Unione cristiana e appunto il Partito laburista. E’ probabile che gli olandesi saranno nuovamente chiamati al voto nei prossimi mesi.

I laburisti hanno respinto (senza se e senza ma si direbbe nelle nostre latitudini) la richiesta della Nato di prolungare la missione – in scadenza ad agosto – nella provincia afgana di Uruzghan. Ad oggi, i militari olandesi dispiegati in Afghanistan sono circa 1880, dei quali 1250 nella regione di Uruzghan.

La guerra da quelle parti intanto non concede tregua. L’operazione contro i talebani nella provincia di Helmand, denominata Mushtarak (“Insieme”), lanciata dalla Nato in cooperazione con le forze armate afghane ha lasciato sul campo 11 soldati della coalizione e molti civili colpiti, come “danni collaterali” (per i quali il comando alleato ha espresso «costernazione» e «condoglianze»). Sono circa 1.500 le famiglie in fuga dalle zone dove è in corso l’offensiva (che ha l’obiettivo, una volta conquistate delle zone, di lasciare ai soldati di Kabul per non farci tornare i talebani): Emergency denuncia che non si è creato un “corridoio umanitario” per chi vuole allontanarsi dalla provincia dove divampa la battaglia. La prima operazione nell’Helmand fu lanciata dai militari inglesi nel 2006. Fu un totale insuccesso. Secondo alcuni ricercatori, l’insistenza sulla regione è dovuta principalmente a questo primo fallimento.

Quella odierna è la più massiccia offensiva mai lanciata in Afghanistan dall’invasione del 2001, con 15 mila soldati impegnati nel tentativo di eliminare la presenza talebana da queste parti. L’operazione dovrebbe durare un mese.

Sono oltre 3200 i militari italiani attualmente schierati in Afghanistan. L’ Isaf (la cui missione è stata prorogata al 13 ottobre 2010 con la risoluzione 1890 dell’8 ottobre 2009 del Consiglio di sicurezza dell’Onu) comprende, al 22 dicembre 2009, circa 84.150 militari appartenenti a contingenti di 43 Paesi. Il contributo maggiore è fornito dagli Stati Uniti (45.780 unità), seguiti dal Regno Unito (9.500), dalla Germania (4.280), dall’Italia (3.191), dalla Francia (3.750 unità), dal Canada (2.830), dalla Polonia (1.955) e appunto dall’Olanda (con 1.950). A questi vanno aggiunti i 100.000 soldati dell’Esercito nazionale afghano.

Il 1°dicembre 2009 il presidente USA Obama (premio Nobel “per la pace”) ha annunciato una revisione della strategia in Afghanistan, che comporterà l’invio di 30.000 ulteriori soldati USA, che saranno schierati prima dell’estate 2010. Nella riunione dei ministri degli esteri dei paesi appartenenti all’Isaf, i ministri partecipanti hanno espresso il loro appoggio alla decisione statunitense, annunciando l’intenzione di 25 degli stati partecipanti alla missione (Olanda compresa) si sono impeganti ad inviare circa 7.000 ulteriori soldati nel 2010.

Il Consiglio dei ministri italiano ha deciso di aumentare nel 2010 di 1.000 unità il contingente. L’ultimo provvedimento di proroga (al 30 giugno 2010) del finanziamento delle missioni internazionali (decreto-legge n. 1/2010) contempla un aumento di 170 unità. Contemporaneamente è stato ridotto il contingente in Libano (da 2.080 a 1.900 unità) e nei Balcani (da 1.920 a 1.440). Durante la missione Isaf hanno perso la vita ventidue militari italiani, di cui 14 per attentati o conflitti armati. 6 militari sono deceduti, il 17 settembre 2009, in seguito all’attentato ad un convoglio militare italiano a Kabul. 21 i caduti olandesi in Afghanistan.

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