Come ti impacchetto il delitto

“Sgozzata vicino alla villa di Clooney”; “Donna sgozzata vicino alla villa di George Clooney”; “Ragazza uccisa vicino alla villa di Clooney”; “Cadavere vicino a villa Clooney”; “Sgozzata vicino alla villa di Clooney”.

Titoli dei giornali tutti uguali oggi, spesso accompagnati dalla stessa foto della residenza comasca dell’attore americano. Per cercare di vendere qualche copia in più, si tenta di abbinare l’inabbinabile. Laglio esisteva prima ed esisterà anche dopo Clooney. E accostare il delitto alla bella casa del bel tenebroso, farà scattare i commenti al bar, ma niente più.

Se poi andate a leggere l’articolo, scoprirete che la giovane donna è stata uccisa più a nord, e trascinata per due giorni dalle correnti verso Laglio, verso la casa di George Clooney, per la gioia dei titolisti (omologati) dei giornali. A leggere ancora meglio, il cadavere, sgozzato, è stato rinvenuto vicino al Municipio, più che a Villa Oleandra. Ma tant’è. Il tutto va mixato con un famoso titolo di un film.

L’importante è impacchettare la notizia di cronaca in modo che possa avere in sé anche un po’ di gossip e perché no, risvolti cinematografici. In tutto questo, la vittima viene messa ancora una volta in ombra. Se fosse stata trovata a Ossuccio, nessuno se ne sarebbe occupato.

Ad maiora

0 comments

  1. Buona Pasqua…mi permetto di dissentire in parte: il cadavere di una giovane donna che non appaia palesemente una prostituta uccisa (allora tutto si derubrica al regolamento di conti) è sempre una notizia ghiotta e passibile di diventare un giallo.
    Clooney è solo la ciliegina, ma la torta è già presente.

  2. Scusa, e che dire del fatto che subito tutti hanno fatto l’ipotesi fosse una prostituta? perchè? Perchè aveva bella lingerie e due tatuaggi e sarà stata una bella donna, mi par di capire. E invece oggi si scopre che era una casalinga svizzera (da film licenzioso anni Settanta, avrà detto qualcuno al commissariato). Mah.

    1. Sì, pazzesco l’accostamento: bella ragazza, forse dell’est, trovata nuda, con un tatuaggio, quindi una prostituta.
      Segno inconfondibile di come ci si muove per riflessi pavloviani.

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