Per chi suona “Chi l’ha visto?”

Quando guardo “Chi l’ha visto?” il lunedì sera non so se arrabbiarmi per quello che non viene fatto dalle autorità preposte o essere contento che, alla fine, le indagini ripartano proprio su impulso di questa bella trasmissione. Su Elisa Claps, giusto per fornire l’ultimo eclatante esempio, si ha la forte impressione che le indagini siano state, per 17 anni, fatte solo da Federica Sciarelli (e dai suoi predecessori, ovviamente) insieme ai suoi collaboratori. Alla fine è chiaro perché i parenti di persone scomparse (a volte anche minori per i quali la polizia, anche davanti alle telecamere, alza le spalle parlando, incredibilmente, di “scomparsa volontaria”) si rivolgono proprio a “Chi l’ha visto?” per cercare una soluzione ai loro drammi. Loro d’altronde, quando hanno una traccia mandano i giornalisti a indagare. Se trovano qualcosa, poi arrivano anche gli investigatori in divisa.

Il tutto è un po’ surreale, ma questo è il paese. È la televisione che detta tempi e ritmi di tutto, persino delle indagini giudiziarie. D’altronde, sembra che le stesse forze dell’ordine, ma anche i pm, seguano l’onda mediatica durante le “emergenze”. Se l’attenzione è verso i romeni si arrestano romeni e si fanno conferenze stampa, certi che si avrà visibilità. Poi l’emergenza zingari, prima c’era quella albanesi. Un tempo i marocchini, e via così. Molti di questi casi, sempre che arrivino in un aula di giustizia, finiscono spesso come bolle di sapone. Ma ormai sono passati gli anni e nessuno si ricorderà più nulla, alla caccia di una nuova emergenza.

A volte si rivolgono a me persone che chiedono di essere intervistate per denunciare quanto gli sta a cuore, per “chiedere giustizia”. Nella mia ingenuità, spesso li invito prima a fare denuncia alle autorità preposte. Ma poi mi viene in mente che, non ci fosse stata Striscia, avremmo ancora molte truffe a suon di amuleti e che se non ci fosse la Sciarelli forse Restivo sarebbe nella sua bella casa inglese. Ma ora arriverà la bella legge sulle intercettazioni. E quindi nemmeno di Restivo indagato per Elisa Claps potremo più parlare. Ci sarà da ridere. E spero ci si avvierà a una violazione di massa di questa legge assurda.

0 comments

  1. Ciao,

    come principio di fondo ti do ragione. Tuttavia, non posso fare a meno di rilevare con disappunto la spettacolarizzazione che ha assunto la trasmissione negli ultimi anni; da trasmissione di servizio è diventata dramma in action che ha i suoi casi evergreen che fanno da traino.
    Non discuto che la tragedia di Elisa Claps sarebbe stata probabilmente messa sotto silenzio in altre condizioni, ma perchè continuare a cavalcare “evergreen” come il caso Orlandi o quello della piccola Denise che sono chiaramente e tragicamente fermi da anni (poche storie, sappiamo bene il tragico destino di entrambe) ? E non dimentichiamo che in ogni caso senza i familiari della Claps forse nemmeno la trasmissione avrebbe avuto un così forte impulso.

  2. Caro Andrea,
    quando vedo la spettacolarizzazione del dolore (soprattutto nei tg) inorridisco, ma la TV dà alla gente ciò che a gente vuole. Riscontrare che è il modo più efficace per avere uno straccio di giustizia mi fa intristire ancora di più.
    A questo punto viva Chi l’ha visto e tanto di cappello a coloro che indagano e sostengono, con un minimo di umanità, i familiari delle persone scomparse.

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