Addio professor Furia. Pensieri positivi, malgrado tutto

Quando in questi tristi mesi per l’informazione, osservavo le imbarazzanti previsioni del tempo all’interno del Tg1 fatte da un giornalista, pensavo alla fortuna del Gazzettino padano (storico e seguitissimo giornale radio locale della Rai lombarda) di avere Salvatore Furia a raccontarci “che tempo farà”. Da domattina purtroppo non sarà più così. Lui, catanese appassionato di stelle e Alpi, ha aspettato l’ultima pioggia di astri a San Lorenzo, per andarsene, in punta di piedi.

Registrava ogni mattina le previsioni del tempo dal Centro geofisico prealpino che aveva creato dal nulla anni fa a Campo dei fiori, sopra Varese. Alle 6.45 puntualmente chiamava i tecnici del Gazzettino e raccontava quel che le nuvole gli avevano indicato, ma non solo. Metteva in guardia chi va in montagna per fare sport (“no volo libero”, o “no fuori pista” erano due delle sue raccomandazioni) e si rivolgeva a quella parte contadina della pianura, silenziosa ma ancora presente, invitando ad affrettare la fienagione prima di piogge o rugiada.

Anche per questo, quando qualche anno fa stette male e fu costretto per mesi ad assentarsi dalla trasmissioni radio, chi preparava le edizioni del Gazzettino veniva subissato di richieste sulle sue condizioni di salute. Si era ripreso anche se la sua voce affaticata, ricordava a tutti che, per quanto giovanile, aveva ormai 85 primavere.

Ciò che rendeva uniche le previsioni di Furia era la sua umanità. Quel suo “pensieri positivi” con cui invitava centinaia di migliaia di ascoltatori lombardi ad affrontare la giornata con un sorriso “malgrado il tempo” o “malgrado tutto”.

Arrivederci professor Furia. Quaggiù cercheremo di continuare ad avere pensieri positivi.

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  1. Caro Andrea, io sono uno degli affezionatissimi ascoltatori del Professor Furia e il suo ricorso a forme di italiano arcaico (schiarite seròtine, nebbia sulle bassure), insieme alle immancabili citazioni di Einstein o di Aristotele, tutte finalizzate a farci amare e preservare il nostro Pianeta dall’inquinamento cui è quotidianamente sottoposto, mi hanno portato ad avere verso di lui un grande affetto. Alba o non alba, ogni giorno era il Professor Furia ad indicarmi che tempo mi sarei dovuto aspettare. E se, in quel giorno, avremmmo sentito il canto delle rondini o assistito allo spuntare di qualche fiore dal nome assolutamente non memorizzabile. Possiamo anche tentare di continuare ad avere “pensieri positivi, nonostante il meteo” ma certamente oggi abbiamo perso una parte importante dei nostri riti quotidiani, uno straordinario Uomo che con la sua semplicità, ci ha fatto sognare e vivere il Bello.

    1. Concordo, Fabio. Cambierà le abitudini di centinaia di migliaia di persone che si erano abituati a svegliarsi con la sua voce. Ma lui, religioso e amante della Natura, avrebbe interpretato la sua morte come un fatto naturale, come un passaggio. Di qui il mio stimolo a guardare avanti e a cercare positività anche in un momento triste.

  2. Ho quasi 49 anni e ricordo quando il Gazzettino Padano riecheggiava nel cortile della mia casa in Via Alserio all’Isola. Avevo forse 4 o 5 anni. Da allora, complice la mia passione per la radio, il Gazzettino e la Gigogin non dovevano mai mancare. Mi dispiaceva il fatto che non venisse trasmesso la domenica.
    Poi, come migliaia di noi, alle 7.20 tutti ad ascoltare la Gigogin e l’amatissimo Prof. Furia. La cosa incredibile era la precisione con cui prevedeva il tempo. Spesso capitava dicesse: “nuvolosità nel primo pomeriggio con qualche pioggia” e veramente era così, spesso in antitesi con altre blasonate previsioni.
    Se poi necessita consultare il meteo si passa sempre dal web consultando il sito dell’osservatorio.
    Come a tanti di noi mi mancherà, soprattutto perchè la sua scomparsa porta via un po’ di quella “radio” a me tanto cara, fatta di parole sensate e non di rumore e strilli.
    Continuerò comunque a cercare “pensieri positivi, nonostante tutto”.
    Con gratitudine e affetto.
    Massimo

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