Vita ad Haiti: restare senza valigia

Mesi addietro avevo scritto del film di Clooney, della valigia del viaggiatore. Dei pesi che ci portiamo inutilmente e che ci rallentano il cammino.

Forse per farmi provare di prima persona come vivere in assenza di pesi, quasi come in assenza di gravità, il fato ha deciso di mettermi alla prova qui ad Haiti.

Il posto è già dei meno semplici. Mi ricorda – lo dicevo ieri sera a Fiammetta Cappellini, responsabile di Avsi qui sull’isola caraibica – un po’ il sud dell’Eritrea durante la guerra con l’Etiopia. Ma là appunto c’era la guerra. Qui la crisi sembra quasi endemica. E il colera potrebbe ulteriormente aggravare una situazione che definire complicata non rende ancora l’idea.

La mia vecchia valigia verde, morbida, con le sue maniglie d’ordinanza e una cinghia per portarla a tracolla era stata con me anche in Africa, a quei tempi (mi pare 1999 o 2000).

In questi giorni ha visto l’aeroporto della capitale francese, quello di un pezzo di terra francese nei caraibi (Guadalupe) per essere lanciata su un carrello trasportatore nell’aeroporto di Port au Prince (dedicato a Toussaint Louverture, eroe dell’indipendenza haitiana: qui quasi tutte le cose importanti sono dedicate a lui).

Da lì è stata lanciata su un cassone telonato di un pick-up. Ma non è arrivata con me alla meta.

Sarà scivolata via in aeroporto o magari lungo il tragitto l’avrà afferrata qualche mano. Ora sarà a casa di qualcuno. O magari i vestiti sono finiti in qualche mercatino.

Sicuramente dove sono servono più che a me che ho una casa in muratura, non guadagno un dollaro al giorno, non ho avuto il terremoto e posso lavarmi i denti nel lavandino senza temere di prendermi il colera.

In qualche modo ci si veste (gli amici qui ti aiutano) e alla fine ci si rende conto che si può viaggiare anche senza portarsi troppa roba. Soprattutto in posti come questi dove il caldo è soffocante, sia di giorno che di notte.

Il computer si è salvato e ora è qui con me. Non basta per vestirsi, ma grazie alla tecnologia ti permette di rimanere in contatto con parenti e amici.

E non è poco.

Ad maiora.

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