PRIMO CONSIGLIO COMUNALE DELL'ERA PISAPIA

La prima volta che come giornalista sono stato a seguire una seduta a Palazzo Marino avevo 17 anni. Ai tempi, il mensile “Società civile” (a guida Nando dalla Chiesa e Gianni Barbacetto) mi aveva incaricato di andare a vedere come si comportavano i consiglieri comunali milanesi in quelle ultime fasi pre-Tangentopoli. Ricordo una classifica fatta (e pubblicata) affibbiando voti agli 80 (erano contro i 48 odierne) consiglieri comunali. Era tutto scritto in forma anonima ma alcuni ci rimasero male. Ricordo che i due consiglieri di opposizione che presero il voto più alto furono gli unici due ancora presenti in consiglio: Basilio Rizzo (oggi eletto a presidente dell’aula) e Riccardo De Corato (assente dalla seduta per un lutto). (ps. La pattuglia ex Gli è ridotta ormai al solo Gallera, nominato però dal Pdl come capigruppo, viste le divisioni interne).
Sempre in quegli anni, ma con Libertà futura, venimmo a tirare palloni in aula (penso che il “reato” sia prescritto ormai) per contestare i continui aumenti di costo di quell’assurda copertura allo stadio di San Siro (si chiamava così allora). Quel tetto ha fatto peggio di Attila. Da allora non sorge più l’erba. Che per essere un campo di calcio, direi non è una buona cosa.
A quei tempi, a pochi sembrava fregare quel che accadeva anche dentro a queste stanze vellutate.
Oggi non è così. Fuori da Palazzo Marino centinaia di persone stanno seguendo, su maxi schermi, le parole del neo-sindaco Pisapia. E io sono seduto in prima fila nello “scranno” della Rai.
Ad maiora.

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