Di ritorno da Mosca

Volo di ritorno da Mosca. Dietro di me tre toscani. Le voci sono giovani ma intravedo qualche capello bianco, girandomi.
Sono andati a trovare le loro fidanzatine russe, affittate per poche migliaia di rubli e scoperte, immagino, sui siti di appuntamento che compaiono sui motori di ricerca ogni volta che scrivete “Russia”,
Parlano senza freni, contando sul fatto che qui pochi mastichino l’italiano.
“Io comunque mi sono stufato”. “Sì anche io”. “La prossima volta cambiamo”. “Fa parte del gioco”. “Poi quelle non hanno un anima, pensano solo ai soldi”.
Mi infilo le cuffiette per non farmi salire la pressione. “Speriamo di tornare in tempo per il calcetto” sono le ultime parole che sento prima che Eminem schiacci tutto quello che c’è intorno.
Contento, io (dopo un corso accelerato di cirillico) di essere andato a Mosca a sostenere e seguire gli oppositori al putinismo, quello che ha creato la “tirannia della burocrazia” consentendo però di trasformare il paese in un enorme bordello, dove tutto ha un prezzo, anche la dignità.
A breve succederà lo stesso in Ucraina, per gli Europei.
Ma possibile che noi uomini dobbiamo sempre ridurci così?
Ad maiora

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6 comments

  1. Questo è purtroppo che alcune donne dell’est hanno portato qui. Ma anche dell’ovest se approfondiamo. Hai ragione, tanto è mercificato. Non solo in Russia. Sui social network offrono e chiedono soldi apertamente.

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