Ostello Bello, considerazione a margine

Agenzie ieri e giornali oggi si affrettano a ricordare che uno dei giovani imprenditori che ha aperto Ostello Bello (nel mirino di Asl e – di rimbalzo – Comune di Milano) sia Carlo dalla Chiesa.
Ieri nel mio post lo citavo solo per nome non per seguire quell’agghiacciante filone mediatico che da del tu ai protagonisti della cronaca. Ma perché ritenenevo e rintengo irrilevante il fatto che Carlo fosse figlio di Nando (ed Emilia!).
Curiosità a parte, nulla lega il professore universitario (e presidente del Comitato milanese antimafia) al miglior ostello milanese.
Conoscendo Carlo da quando è nato, so che non avrebbe mai coinvolto suo padre nelle vicende di questa meravigliosa (ma osteggiata dalla burocrazia) avventura.
E conoscendo Nando so che, in ogni caso, mai sarebbe intervenuto.
Eppure, sembra che, se non ci si mette un po’ di pepe, la notizia non sembri commestibile al pubblico. Che avrà le papille gustative talmente disfatte da non riuscire più a distinguere i sapori.
Ad maiora

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