Gli animalisti denunciano: in Bielorussia è caccia a cani e gatti randagi

Gatto randagio di MinskA Minsk, capitale della Bielorussia, le autorità cittadine stanno sigillando gli scantinati, condannando alla morte per fame cani e gatti randagi che vi trovano rifugio.

A denunciarlo Elena Titova, leader del gruppo Protect Life che difende i diritti degli animali, che stima negli ultimi tra anni siano stati così circa 9.000 randagi. “Uccidere gli animali impunemente è diventata una politica di governo”, ha attaccato la Titova per la quale la filosofia che sta dietro a questo progetto è: “Nessun animale, nessun problema”.

Gli interventi sugli scantinati rispondono a normative sanitarie ereditate dall’Urss e dovrebbero servire a combattere i topi. Alcuni residenti hanno perforato più grandi fori nelle piastre di ferro per consentire ai gatti di fuggire.

In Bielorussia non esistono dei rifugio che ospitino a lungo i randagi catturati. Mantenendo il regolamento sovietico, questi animali vengono soppressi mediante iniezione se non si presenta il proprietario a reclamarli entro cinque giorni.

Ad maiora

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