Racket

Stamattina avevo qualche dozzina di commissioni da fare. Ho girato per varie ore a Milano, molto a piedi un po’ con la metrò.
Mi è stata chiesta la carità almeno una ventina di volte.
Tre volte sulle scale della metropolitana (solo donne). Due volte davanti a banche. Uno di coloro che chiedeva la carità suonava l’armonica. Ho trovato un altro suonatore di armonica anche nella metro, accompagnato da un suonatore di (piccolo) tamburo. È salito anche uno col flauto, ma è sceso subito appena ha visto la concorrenza.
Davanti a due tabaccai ne ho trovato altri due richiedenti. Uno era su una sedia a rotelle. Un altro, sempre su sedia a rotelle, l’ho incrociato a un semaforo, ma puntava gli automobilisti.
Altri due li ho trovati davanti alle farmacie, mentre due sono (sempre, e sempre gli stessi) agli angoli di uno dei più grandi ospedali della città. Hanno cartelli simili. Forse scritti dalla stessa mano.
Davanti all’università hanno cercato di vendermi accendini. Mentre dietro il Duomo dei libri. Sotto il metro ho trovato venditori di collanine, ma anche di capi taroccati.
Insomma un vero e proprio assedio, gestito da uno o più racket. Che mi immagino si prepareranno al meglio per Expo 2015.
Ad maiora

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