Maestro zen

9 marzo 2000, Bisnar. Ieri sera mi ha colpito il cielo. Uscendo da cena alle otto, nel buio più completo della luna nuova, m’è parso che non lo avevo mai visto così pieno di stelle e che non m’ero mai veramente meravigliato della sua bellezza. Il cielo stellato è davvero una cosa inusitata e noi abbiamo perso gli occhi per guardarlo.
Stamattina, un piccolo uccellino grigio con delle penne rosse e nere e una bella crestina di penne nere viene sul mio piede e di mette a tirar via fili di lana, parte, torna e sta sul mio piede senza paura, senza esitazione e si riempie il bello della mia bella lana dei miei grossi calzini per il suo nido.
Vivek mi tiene la mano, siamo estasiati.
“Siamo diventati così indifferenti alla natura, così indifferenti alla vita!” dice, e gli viene in mente la storia del maestro zen che al tramonto sta per cominciare il suo sermone con tutti i discepoli allineati davanti a sé quando un uccellino si posa sul davanzale della finestra aperta. Si guarda attorno, si mette a cantare per un mezzo minuto e riparte.
“Per oggi il sermone è finito” dice il maestro zen.

Tiziano Terzani, Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria, Longanesi, Milano, 2014

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