Odorare i luoghi di culto

Mi conduceva nei luoghi di culto con una benda sugli occhi perché indovinassi la religione dall’odore.

“Qua c’è odore di ceri, è cattolico”.

“Sì, è Sant’Antonio”.

“Qui c’è odor d’incenso, è ortodosso”.

“È vero, è Santa Sofia”.

“E qua c’è puzza di piedi, deve essere musulmano. Bleah, c’è un fetore…”.

“Cosa?! Ma è la Moschea Blu! Non ti piace un posto che odora di corpi umani? A te non puzzano mai i piedi? Ti disgusta un luogo di preghiera che odora di uomo, che è fatto per gli uomini, con gli uomini dentro? Hai proprio delle idee parigine, tu! A me questo profumo di pantofole mi rassicura. Mi fa pensare che non valgo più dei miei simili. Mi sento col naso, sento noi col naso, e quindi mi sento già meglio!”.

Eric-Emmanuel Schmitt,  Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, e/o

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