Ex, la seconda vita di allenatori e giocatori dopo il calcio

Ho comprato e letto “Ex, storie di uomini dopo il calcio” per prepararmi a una intervista a Osvaldo Bagnoli. Che è uno dei 10 protagonisti di questo libro davvero molto bello di Matteo Cruccu (edito da Baldini e Castoldi).

Allenatori e giocatori, quasi tutti ex

Le storie sono raccontate in modo commuovente e possono piacere anche a chi non mastica pane e calcio tutti i giorni. Oltre all’ex allenatore di Verona e Genoa (e Inter, ma quel ricordo l’Osvaldo preferisce rimuoverlo) c’è la storia di un altro “mister” come Alberto Malesani, ora impegnato a coltivare vigne. Poi una serie infinita di giocatori che hanno qualcosa da raccontare, che sono esempi delle difficoltà di dire basta a stare sull’altare della religione calcistica: Marco Ballotta (che ancora gioca!), Pasquale Bruno, Giovanni Comandini, Fernando De Napoli, Francesco Flachi, Diego Fuser, Moreno Torricelli e Riccardo Zampagna.

Le pagine su cui ho fatto delle orecchie e chi mi hanno più commosso sono state quelle su Torricelli e Flachi.

TORRICELLI, FARE TACKLE AI DESTINI DELLA VITA

Per Torricelli si parla del suo rapporto con la moglie Barbara: «L’amore della tua vita è rimasto lo stesso anche alla Juventus. Te la sei sposata, Barbara, poco prima di questa memorabile finale (Champions vinta, ai rigori, dalla Juve a Roma contro l’Ayax, Ndr) e avete avuto avuto anche una figlia. La favola era giusto viverla in due. Ché lei c’era quando eri piegato sulla catena di montaggio, nella nebbia di Carate, ad aspettarti nel parcheggio quando ti avevano rubato la macchina. E hai giurato che non l’avresti tradita mai». Ma il destino si accanisce contro Barbara lasciando Moreno, appesi gli scarpini al chiodo, a trascorrere la sua seconda vita da solo, coi figli: «Moreno è venuto a cercare pace e refrigerio qui in Valle d’Aosta, a mettere un punto dopo che una vita tutta in discesa, spianata, è stata travolta da una frana, una valanga rovinosa e implacabile. (…) Sono quattro anni che lei non c’è più. Se ne è andata via e lo ha lasciato solo con i loro tre figli. Un male l’ha attaccata senza pietà e nessun tackle è bastato a sconfiggerlo».

FLACHI, RIPARTIRE DA DIETRO UN BANCONE

Anche il capitolo finale su Flachi è molto bello. Ricorda le difficoltà di un giocatore di essere un predestinato e il peso di un talento che finisce con una squalifica per uso di cocaina.

Flachi ora ha aperto un bar a Firenze, dove espone qualche poster di quando  ha vestito le maglie di Fiorentina e Samp (e, per una partita soltanto, della Nazionale):  «Fa bene ogni tanto riguardare chi si è stati. E Francesco, nel bar che ha aperto per segnare un prima e un dopo nel suo rocambolesco romanzo, lo fa quatto o cinque volte al giorno».

Flachi non è comunque solo. A segnalare quella passione, unica e per certi versi inspiegabile, che (s)muove il calcio: «I tifosi del popolo che ha amato (e lo ha amato) di più, il popolo sampdoriano, vengono apposta da Genova. Si è sparsa la voce, a Ponente e nei carruggi, che il campione degli anni bui e della rinascita, l’uomo che, prima di cadere a terra, ha sostituito Vialli e Mancini nel cuore della gente, ha aperto una paninoteca in questo angolo di Firenze che conoscono solo i fiorentini. Prendono l’auto, fanno la litoranea, poi la Fi-Pi-Li, e giungono a frotte. Per farsi una foto, un selfie come s’usa oggi, con l’idolo un tempo irraggiungibile e oggi a tiro di bancone. Ogni volta che un doriano (ma capita anche coi viola, pure se è più difficile, perché questa città, nei secoli, è sempre stata più generosa coi figli degli altri che coi propri) oltrepassa quella soglia per Francesco è un balsamo. La devozione sincera tiene vivo il ricordo pulito, bello, del campione che ha riportato il calcio a Marassi, dopo anni di tremenda carestia. E allontana l’abuso di tutto il contorno, delle serate senza fine, dei rifugi artificiosi per combattere l’ansia, la paura di non essere all’altezza: la devozione sincera dà un senso a questa vita rinnovata, a questo bagno di umiltà che Francesco si è riservato».

OGGI LA PRESENTAZIONE A PARMA

Il libro, già alla seconda edizione, viene presentato oggi, giovedì 14 aprile, alle 18.30 al Tardini di Parma, con alcuni giocatori le cui seconde vite sono raccontate nel volume e alcuni protagonisti della rinascita della squadra ducale (ora Società sportiva dilettantistica Parma Calcio 1913). Una storia da romanzo anche questa.

 

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Matteo Cruccu

Ex, storie di uomini dopo il calcio

Baldini e Castoldi

Milano, 2016

Pagg. 143

Euro 15

 

 

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