Treni italiani e svizzeri: rumore vs silenzio 

Raramente mi capita di viaggiare sui treni elvetici. Ed è un vero peccato. Perché la differenza abissale con quelli italiani salta subito all’occhio, anzi all’orecchio.
Mi era già successo prendendo un treno veloce in Corea del Sud, dove compaiono ovunque gli inviti a fare silenzio.

Sui treni svizzeri forse non c’è neanche bisogno di dirlo. Viene in automatico. E così il viaggio è decisamente più rilassante.

Niente a che vedere con i treni italiani. Sulle Frecce ogni tot viene sparato a tutto volume un annuncio pubblicitario (preceduto e seguito da un fastidioso jingle). Spesso inutile. Quasi sempre sgradito.

E non va meglio sugli inter-regionali. Ho preso un treno da Modena a Milano e ad ogni fermata  ci venivano segnalati i tre treni in partenza dalla stazione nella quale stavamo arrivando. Alcuni ti incitavano pure a tornare sui propri passi (è in partenza il treno per Cesena, mentre io stavo andando a Nord). Il tutto ovviamente – per rompere maggiormente i timpani – in italiano e in inglese (con differenze minime, peraltro). A questo, con decibel sempre più alti, si aggiungono tutti i cafoni che urlano nel microfono come non ci fosse un domani.

Ma leggere o dormire non sono più opzioni fattibili sui nostri treni?

Ad maiora

 

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