Granchio

Il grancio e l’Europa

“Chi nni pensi tu dell’Europa?” spiò al grancio che dallo scoglio allato lo stava a taliare.
Il grancio non gli arrispunnì.
“Prifirisci non compromittiriti? Allora mi compromitto io. Io penso che doppo il granni sogno di ‘st’Europa unita, avemo fatto tutto il possibili e l’impossibili per distruggirinni le fondamenta stisse. Avemo mannato a catafottirisi la storia, la politica, l’economia ‘n comuni. L’unica cosa che forse restava ‘ntatta era l’idea di paci. Pirchì doppo avirinni ammazzati per secoli l’uni contro l’autri non nni potivamo cchiù. Ma ora ce lo semu scordati, epperciò stamo attrovanno la bella scusa di ‘sti migranti per rimittiri vecchi e novi confini coi fili spinati. Dicino che tra ‘sti migranti s’ammucciano i terroristi ‘nveci di dire che ‘sti povirazzi scappano proprio dai terroristi”.
Il grancio che non voliva esprimiri la sò pinioni prifirì sciddricari nell’acqua e scompariri.

Andrea Camilleri, L’altro capo del filo, Sellerio, Palermo, 2016

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