Lettera a un giovane calciatore

Una lettera per chi ancora coltiva il sogno del calcio come un gioco e non come un business. Il libro di Darwin Pastorin Lettera a un giovane calciatore è una specie di sogno di una notte di fine estate, quando tutto intorno tira un forte vento di scirocco. Pastorin parla a un giovane giocatore immaginario (che in realtà esiste fisicamente, come si scopre alla fine del volume, ma che rappresenta una sorta di ologramma ideale cui rivolgersi) e gli racconta il calcio che fu (quello del Mundial 82, ad esempio). Strano leggere queste pagine (stampate da Chiarelettere) nell’estate del trasferimento milionario di Neymar e a pochi giorni dall’asta dei diritti televisivi, sui quali campano gran parte del football professionistico. Ne è ben conscio anche l’autore del libro che scrive: «Esiste un problema, adesso: il denaro scorre a fiumi. Diventa una sirena difficile da non ascoltare. E si sono aperte nuove frontiere per i possibili paperoni in pantaloncini corti e scarpe bullonate».

Il giornalista (italia-brasiliano) ha il suo solito stile coinvolgente nel raccontare (al giovane calciatore e ovviamente a chi sta leggendo il volume) le storie del Grande Torino o del grande Maradona (per il quale Pastorin ha un amore sconfinato). Ma anche di personaggi passati alla storia per errori, come Niccolai per gli autogol o Roberto Baggio per il rigore – sbagliato – di Pasadena. Lo scrittore giustamente ricorda il principio degregoriano che non si può giudicare un giocatore solo da questi particolari. E qui pausa per ricordare quella che Darwin segnala come la più bella canzone calcistica italiana:

https://youtu.be/lETVilXSfNY

Autogol, rigori sbagliati, sconfitte. Ed è proprio da questi principi che Pastorin segna il punto per cercare di invertire un trend poco decubertiano del fatto che l’importante sia vincere, non partecipare. Anche tra i più giovani: «Non riuscire nel pallone non deve significare una sconfitta. Così come un fallimento a scuola o nel lavoro non vuol dire essere perdenti. Perdere ti aiuta a crescere, a guardare il mondo in un modo nuovo, a verificare come sai reagire alle difficoltà».

Il libro si chiude con liste sentimentali per amanti del calcio. Difficilmente ci si troverà d’accordo con quelle di Darwin Pastorin, perché ognuno ha le sue. Ma leggerle, stimola a pensare a delle nostre personalissime liste.

Ad maiora

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Darwin Pastorin

Lettera a un giovane calciatore

Chiarelettere

Milano, 2017

Pagg. 132

Euro 13

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