Category Archives: Pensieri

Cartolina Cisternino

Piccoli, ma resistenti

Come in un lampo, vidi un fotogramma: in un posto da nulla chiamato Cisternino, in Puglia, a mille chilometri dal Piave e dal Carso, avevo visto in piazza, su un basamento di pietra, un soldato in bronzo correre, urlando, verso il nemico con il fucile in mano. Un monumento modesto: il ragazzo in divisa sarà stato un metro e sessanta al massimo. Ma le sue proporzioni rappresentavano l’altezza media degli italiani denutriti di allora. Piccoli eravamo a quel tempo, ma resistenti, molto più di oggi, e con un senso del dovere incomparabilmente più elevato. Un popolo bastonato dagli eventi che, a fine guerra, aveva avuto ancora la forza di ricominciare, e piegare la schiena sulla terra delle nostre campagne. Sotto il monumento c’erano i nomi e il numero dei Caduti della Prima guerra mondiale era il doppio di quelli della Seconda. Non ci voleva molto a capire quale fosse stata la vera ecatombe.

Paolo Rumiz, Come cavalli che dormono in piedi, Feltrinelli, 2014

Dario Solesin guarda una targa dedicata alla sorella Valeria

Stasera su Rai2 il mio speciale dedicato a Valeria Solesin

Su questo blog difficilmente parlo del mio lavoro. Scrivo di TV (non insegno quasi più ormai) ma raramente di quel che faccio io. Questa volta – come avrete ormai intuito – farò un’eccezione.
Chi mi segue sa che sono passato dal bordocampo della politica a quello dello sport, anzi del calcio, del calcio giovanile per lo più.
È così questa sera (come ieri d’altronde) sarò tra le due panchine per una partita. Amichevole ma molto prestigiosa. Sia perché di fronte si troveranno le rappresentative Under 21 di Italia e Francia. Ma soprattutto perché il match si giocherà al Penzo di Venezia e sarà dedicato alla memoria di Valeria Solesin, l’unica vittima italiana della strage del Bataclan. Anche per questo la partita viene disputata il 2 giugno e nella città natale della ricercatrice.
Raisport trasmetterà l’evento sportivo su Rai2 a partire dalle 21.
Nel mio piccolo ho dato il mio contributo perché Valeria (e le altre vittime del terrorismo) non fosse ricordata solo a inizio partita, con la dedica di un settore dello stadio, il minuto di silenzio e una targa consegnata alla famiglia.
Per questo ho preparato uno speciale su Valeria Solesin che verrà trasmesso nell’intervallo della partita. Si basa in larga parte su una intervista al fratello di Valeria, Dario (lo vedete nella foto mentre osserva la targa dedicata alla sorella ai Giardini di Palazzo Badoer di Venezia), accompagnata dalla musica di Andrea Porceddu, giovane cantautore con un recente passato nel talent The Voice.
Se avete modo e tempo, guardatelo. Andrà in onda alle 21.45 circa. Ma potete vedete tutta la partita. Sarà unica nel suo genere. Per lo stadio e per le squadre che la giocano.
Nelle ultime – tribolate – settimane, dopo averci provato quando intrapresi questo percorso più di tre anni fa, più di uno mi ha invitato a lasciare le cronache sportive e tornare a dedicarmi a quelle politiche o di nera.
Il breve speciale su Valeria Solesin che va in onda questa sera, a metà di una partita di calcio, cerca di unire in qualche modo i vari pezzi della mia vita professionale. Sempre e comunque nell’ottica di preservare la memoria. Per non dimenticare. Per non mollare. Mai.
Ad maiora

30 anni da Chernobyl. Se ne parla stasera a Cesano Boscone

Stasera alle 21 modero un dibattito a Cesano Boscone (Sala delle carrozze, villa Marazzi, via Dante 47 ) sul trentennale del disastro nucleare alla centrale di Chernobyl, in Ucraina. Era il 26 aprile 1986 (anche se la notizia venne diffusa, con colpevole ritardo, dalle autorità sovietiche qualche giorno dopo). È infatti, come mostra questo video, il giorno dopo l’incidente, la vita proseguiva come se nulla fosse:

All’incontro parteciperanno: Alessandro Zanisi presidente di “Aiutiamoli a Vivere” Lombardia e Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia 

Non è la prima volta che animo iniziative di questo tipo, sia con gli ambientalisti sia con quanti aiutano i bambini bielorussi.
Purtroppo la sensibilità di molti (ma non di tutti – e questa è la cosa importante) va calando col passare del tempo. 

Ma quanto successo a Fukushima, dimostra che i problemi legati al nucleare non sono finiti.
E a proposito di Chernobyl, questo video di Vladimir Shevchenko, che morirà in seguito a lunga malattia causata dalle radiazioni, spiega come venne affrontata quella emergenza:

Spero di vedervi stasera.

Ad maiora

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Treni italiani e svizzeri: rumore vs silenzio 

Raramente mi capita di viaggiare sui treni elvetici. Ed è un vero peccato. Perché la differenza abissale con quelli italiani salta subito all’occhio, anzi all’orecchio.
Mi era già successo prendendo un treno veloce in Corea del Sud, dove compaiono ovunque gli inviti a fare silenzio.

Sui treni svizzeri forse non c’è neanche bisogno di dirlo. Viene in automatico. E così il viaggio è decisamente più rilassante.

Niente a che vedere con i treni italiani. Sulle Frecce ogni tot viene sparato a tutto volume un annuncio pubblicitario (preceduto e seguito da un fastidioso jingle). Spesso inutile. Quasi sempre sgradito.

E non va meglio sugli inter-regionali. Ho preso un treno da Modena a Milano e ad ogni fermata  ci venivano segnalati i tre treni in partenza dalla stazione nella quale stavamo arrivando. Alcuni ti incitavano pure a tornare sui propri passi (è in partenza il treno per Cesena, mentre io stavo andando a Nord). Il tutto ovviamente – per rompere maggiormente i timpani – in italiano e in inglese (con differenze minime, peraltro). A questo, con decibel sempre più alti, si aggiungono tutti i cafoni che urlano nel microfono come non ci fosse un domani.

Ma leggere o dormire non sono più opzioni fattibili sui nostri treni?

Ad maiora

 

Caro uomo. Sto aspettando. risposta

Nuova esempio di phishing mail. Questa volta di Aleksandra, mio nuovo amico…!

Ad maiora

 

Saluti! Saro molto felice di conoscerti! Il mio nome e Aleksandra!

Infine, la primavera e arrivata! La primavera e un momento di amore e di bellezza!

Oggi sono in gran forma, e ha deciso di conoscerti!

Io non inseguo ricchezza e il denaro. Voglio solo il dialogo e la sincera amicizia. Voglio trovare l’amore!

Sto aspettando le vostre lettere. Raccontaci di te stesso!

Sono molto interessato a conoscere la vostra vita! Il tuo nuovo amico Aleksandra!

 

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Il problema di Milano? Il traffico, anzi: i parcheggi

In questi giorni il tema parcheggi, spin-off di quello – gravoso e assassino – del traffico è al centro dell’attenzione di Milano. Dapprima un ex ministra che si lamenta con un video delle multe. Poi un’assessora che imbratta una macchina parcheggiata in divieto (notizia che incredibilmente è, tutt’oggi, in prima pagina sul milanocentrico Corriere della sera).

Del traffico milanese parla anche Alessandro Robecchi nel recente e bello “Di rabbia e di vento“: «Quando è arrivato a destinazione ha fatto un paio di giri dell’isolato perché non c’erano parcheggi, ovvio, poi si è iscritto alla maggioranza silenziosa: seconda fila e doppie frecce. Abbiamo nutrito il pianeta, siamo un modello per il paese, su, lasciateci posteggiare come cazzo ci pare».

Purtroppo questo è un atteggiamento tanto, troppo diffuso che non è diminuito nemmeno con l’amministrazione Pisapia. Mi capita spesso di girare in auto per l’Italia. E il traffico incattivito che trovo a Milano non ha riscontri in nessun altra città italiana. Come dimostrano i dati del rapporto Traffic Scorecard di Inrix che catalogano il capoluogo lombardo come quello in cui i cittadini perdono più tempo al volante.

Che le cose non funzionino, lo dimostra quanto accade quotidianamente, da un anno a questa parte, in viale Tunisia. Questa è una importante arteria che attraversa Corso Buenos Aires e che funge da punto di connessione tra vari settori nevralgici della città, come Città studi e piazza Gae Aulenti. È una strada a quattro corsie con quelle centrali dedicate ai mezzi pubblici.

Dal 2015 il Comune di Milano ha realizzato proprio su viale Tunisia una bella pista ciclabile. Togliendo, sulla carta, parecchi parcheggi. Scrivo “sulla carta” perché, nella realtà, quei milanesi di cui parla Robecchi non hanno mai smesso di parcheggiare, abusivamente, in viale Tunisia. Qualcuno mette le quattro frecce ma i più se ne fregano, parcheggiano in divieto e basta. Così viale Tunisia è diventata una strada super-trafficata dove le auto sono costrette a viaggiare sulla corsia dei tram, rallentando tutti i mezzi pubblici.

Mi è persino capitato di vedere macchine in doppia fila (doppia fila in sosta vietata!) vicino ai negozi di Buenos Aires. Da allora ho deciso di cambiare percorso ed evito di incolonnarmi su questa strada.

Il problema di Milano è davvero il traffico, che uccide. Anche nel 2015 la città, pur migliorando, ha “vinto” la classifica italiana dello sforamento del PM10, con 86 giorni sopra la soglia consentita dei 50 microgrammi per metro cubo per le polveri sottili.

Ad maiora

 

Non avevo mai avuto Conoscere tramite Internet

Altra mail phishing. Tradotta ovviamente da un programma distratto… Non ho domande da chiedere. Ma tra poco vado anche io a visitare la piscina.

Ad maiora

 

Ciao il mio nuovo amico! sono Oksana. Sono socievole, ragazza interessante, ma io sono molto sola, purtroppo. Nella vita reale, non riuscivo a trovare un compagno, e cerchero di farlo su Internet. Vi diro di piu su di me in queste lettere. Non avevo mai avuto Conoscere attraverso Internet. Recentemente ho imparato che si puo trovare un sacco di amici su Internet. Cosi ho deciso di cercare di trovare il suo destino come ha fatto per molte donne in tutto il mondo. Come ho detto Ksushenka, io vivo in Russia. Sono ragazza molto timida, e se io vi ho amato, che ti chieda domande, ho sempre risposto. Mi piace fare sport, costretti ad andare in palestra piu volte alla settimana. A volte mi trovo a visitare la piscina. Atteggiamento negativo per sigarette. Ma a volte non mi posso permettere di rilassarsi in compagnia di amici. Vivo da solo per molto tempo. E spero che avremo presto conoscere e di diventare piu. Ho anche allego la mia immagine, spero piaccia. Inoltre, assicurarsi di inviarmi la vostra gotographia. Scrivi a me con il tuo nome, in modo da poter correttamente riferimento a te. Un giorno saro in grado di effettuare una chiamata. Mi auguro che saremo buoni amici! Vi prego, se mi si risponde, quindi ho bisogno di avere intenzioni serie. Vi prego, se mi si risponde, quindi ho bisogno di avere intenzioni serie. Assicuratevi di scrivere il vostro nome, e inviare le Foto. Prometto che saro una donna molto interessante e spesso rispondere a te, cio che e richiesto da voi. Essere sicuri di scrivermi. Vorrei anche rispondere immediatamente quando vedo la vostra lettera. Il mio nome e Oksana!

Essere senza destino di Imre Kertész

Addio a Emre Kertész, autore di Essere senza destino

Ho letto Essere senza destino proprio in questi giorni, nei lunghi trasferimenti al seguito dell’Under 21. E ho subito capito perché a Imre Kertész sia stato dato, nel 2002, il Premio Nobel per la letteratura. Purtroppo lo,scrittore ungherese è morto ieri, dopo aver a lungo combattuto contro il Parkinson. Aveva 86 anni.
Essere senza destino è davvero un capolavoro. Davvero un modo inedito di raccontare la Shoah. Kertész narra la sua esperienza nei campi di sterminio di Auschwitz e Buchenwald mantenendo lo sguardo dell’adolescente che ha varcato quei cancelli sull’inferno. Non ci aggiunge le sovrastrutture del tempo e dell’esperienza. Rimane per tutto  il libro più stupito che rabbioso.
Per questo Essere senza destino è decisamente uno dei più stupefacenti racconti dei sopravvissuti alla Shoah che abbia mai letto. E per questo credo sia stato accolto a fatica dal regime comunista ungherese. Kertész infatti non trovo editori ungheresi per il suo racconto e la fama (Nobel compreso) è arrivata solo con la caduta del Muro.
Il libro di Kertész non ha infatti nulla di epico. Persino il racconto del suo ritorno a Budapest (dove è deceduto ieri) è minimalista. Così descrive l’incontro coi suoi ex vicini di casa (ex perché la sua casa era stata ormai occupata da qualche ariano, ora magari diventato comunista). Lui sopravvissuto ai campi, loro sopravvissuti per aver girato la testa dall’altra parte quando gli ebrei venivano deportati: «”E in generale,” ho aggiunto, “io non mi sono accorto degli orrori”, e allora li ho visti tutti piuttosto sbalorditi. Cosa significava che “non mi ero accorto”? Ma a questo punto ho domandato cosa avessero fatto loro in questi “tempi difficili”. “Be’…abbiamo vissuto”, ha risposto il primo con aria pensierosa. “Abbiamo cercato di sopravvivere” ha aggiunto l’altro».
Se non avete ancora letto il libro di Kertész, fatelo in questi giorni. Essere senza destino (Feltrinelli) è davvero un testo imperdibile.
Ad maiora

Scritta IRA su un muro irlandese

Dark Deed

In the darkest part of the night, probably dressed in dark clothes, dark man did a dark, dark deed, bringing us to this place today, leading the loss of Izzy, causing us to travel through the valley of the shadow of death.
Queste le parole del reverendo Brian Anderson, presidente della Chiesa Metodista d’Irlanda, ai funerali di Adrian – Izzy – Ismay, 52 anni, agente della polizia penitenziaria, ucciso a Belfast da una bomba posta sotto la sua auto dalla “Nuova Ira”

Brano tratto da The Irish Times di oggi.

È la seconda vittima della New Ira.

(La foto che accompagna questo post l’ho scattata poche ore fa a Waterford, nel sud dell’Irlanda)

Ad maiora

Oggi mi scrive una nuova amica: Elizaveta…

Spam, mal tradotto…

Ad maiora

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Hi,. sono Elizaveta. Sono socievole, ragazza interessante, ma io sono molto sola, purtroppo. Nella vita reale, non riuscivo a trovare un compagno, e cerchero di farlo su Intern. Vi diro di piu su di me in queste lettere. Non avevo mai avuto datazione su Internet. Recentemente ho imparato che si puo trovare un sacco di amici su Internet. Cosi ho deciso di cercare di trovare il suo destino come ha fatto per molte donne in tutto il mondo. Come ho detto Il mio nome e Elizaveta, Io vivo nella citta di Tollyati – una piccola citta in Russian Federation. Sono ragazza molto timida, e se io vi ho amato, che ti chieda domande, ho sempre risposto. Mi piace fare sport, costretti ad andare in palestra piu volte alla settimana. A volte mi trovo a visitare la piscina. Atteggiamento negativo per sigarette. Ma a volte non mi posso permettere di rilassarsi in compagnia di amici. Vivo da solo per molto tempo. E spero che avremo presto conoscere e di diventare piu. Ho anche allego la mia Photo, spero piaccia. Inoltre, assicurarsi di inviarmi la vostra Foto. Non vedo l’ora di attendere la sua risposta alla mia lettera : Scrivi a me con il tuo nome, in modo da poter correttamente riferimento a te. Un giorno saro in grado di effettuare una chiamata. Mi auguro che saremo buoni amici! Essere sicuri di scrivermi.

Si prega di scrittura SOLO alla mia privato email…

Vorrei anche rispondere immediatamente quando vedo la vostra lettera. La tua nuovo amica Elizaveta!