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25 cose che mi sono piaciute dell’Australia

Dopo la vacanza a Sydney e nel Queensland (l'itinerario, con l'aggiunta del Northern Territory lo trovate qui), l'Australia si pone in testa alla mia personale classifica dei paesi che ha visitato (ad oggi 53). E il merito non è tanto della meravigliosa natura che circonda e si trova su questa gigantesca isola (come la foto di apertura, scattata alla Withsunday Island).
No, ciò che mi ha lasciato sbalordito sono tante piccole cose capaci di migliorare la vita di chi ci abita (e di chi ci passa, magari, solo pochi giorni, come abbiamo fatto noi).
Non ne faccio un discorso politico e quindi è inutile che mi si ricordi (come successo su Twitter) le terribili discriminazioni verso gli aborigeni (popolazione che tuttora domanda un ruolo codificato nella costituzione australiana e che ha conquistato il diritto di voto solo 50 anni fa). O le campagne elettorali basate sul principio, vagamente xenofobo, di Putting Australia First.
Quelle le lascio ai grandi scienziati della politica. Io mi occupo di piccole cose che potrebbero migliorare la vita pure alle nostre latitudini. Pensieri positivi insomma, come diceva il buon professor Furia.
E dunque partiamo con l'elenco. Proprio dal basso.

1. Bagni pubblici


Ecco, se c'è una cosa che mi ha davvero fatto pensare è l'infinità di cessi a disposizione del pubblico. Tutti puliti, con carta igienica e sapone e spesso anche l'asciugatrice per le mani. Li trovate al limitare dei parchi, lungo le strade, intorno alle piscine pubbliche, ai capolinea di treni e bus, vicino ai posti per le grigliate (ne parlo dopo), dove partono i sentieri per le camminate. Insomma, ovunque. E non sono quei cessi chimici che puzzano a distanza di cento metri e che ti fanno venire i conati di vomito quando entrate. No, no. Sono bagni con tutti i crismi. Come quelli dei nostri autogrill, ma più nuovi, più puliti. E raggiungibili senza prendere il biglietto al casello… Non abbiamo mai dovuto, in sostanza, entrare in un bar e bere un caffè per potere fare la pipì, o pagare per entrare in un bagno automatico (è claustrofobico). Insomma, un piccolo segno di grande civiltà.

2. Zone Barbecue


La cucina australiana non è particolarmente rinomata (guardate MasterChef Australia e ve ne renderete conto anche voi). Nel paese si trovano per questo per lo più ristoranti etnici, con una particolare abbondanza di locali asiatici, anche per la vicinanza geografica a quel continente. I locali tipicamente australiani sembrano quelli americani, basati su carne e sandwich (o al più a Fish & Cips). Ma gli australiani hanno sopratutto un modo per gustarsi il momento del pranzo (nei giorni non lavorativi) o di cena: il barbecue. E per poter condividere con gli amici questa possibilità non occorre che abbiate una casa con giardino (o terrazzo): in ogni parco australiano trovate sempre aree con barbecue e posti per sedersi (come quella che vedete nella foto qui sopra, scattata a Kangaroo Point, Brisbane). E tutti questi barbecue sono ovviamente gratuiti. E puliti visto che ci li utilizza poi si impegna a lavarli a fondo. A naso, è una tradizione che gli australiani hanno ereditato dagli aborigeni. Ma, qualunque sia la genesi, è una cosa bella è socializzante. Ah, in queste aree a volte è vietato l'alcol, anche per evitare quelle risse che a volte si accendono, nei parchi italiani, intorno ai barbecue.

3. Natura imperante


Questo non è solo merito degli australiani. O meglio, hanno un sistema di vita che consente a molte altre specie animali di condividere lo stesso territorio. Incontrerete tanti animalistrani in Australia. Strani e liberi. Canguri e casuari lungo le strade. Echidna sotto l'albergo. Opossum nei parchi (vengono a mangiare la frutta, se gliela portate), goanna nelle spiagge, dingo e koala (ma noi non li abbiamo visti in libertà). Balene e delfini in mare. Sterne e tantissime altre specie di uccelli che qui vivono o solo passano per qualche settimana (senza finire nel mirino dei bracconieri). Io ho scelto, tra le tante, la foto di una bellissima rana verde che una sera è venuta a farci compagnia in terrazzo. Meraviglia.

4. Giardini botanici


Questo punto (quarto, ma questa non è una classifica, solo un elenco di punti, spesso causale), questo quarto punto dicevo, è invece merito degli australiani e del loro modo di concepire il territorio nel quale vivono. Nella maggior parte delle città australiane trovate dei GiardiniBotanici. Enormi, curati, gratuiti. Solo in quello (reale) di Sydney chiedono una registrazione – gratuita – all'ingresso. In questi fazzoletti verdi potete passeggiare, leggere un libro e osservare i numerosi animali, per lo più volatili, ma non solo che vi abitano. In quello della cittadina di Hervey Bay (nella quale è stata scattata la foto di sopra) c'era una zona asiatica e un'altra umida, con tanto di stagno per le piante acquatiche. In questi Giardini trovate alberi secolari, con tanto di cartellino che spiega nome e origine.

5. Sono tutti gentili e sorridenti


Altro punto a favore delle vacanze (o di un trasferimento quaggiù) è il carattere degli australiani. Sarà la vicinanza all'Asia, ma qui la cortesia è davvero diffusa. Quando entrate in un negozio ci chiedono "come state?" e non lo fanno tanto per dire. Se riproponete la stessa domanda, vi raccontano a volte fatti che riguardano la loro vita. È una popolazione giovane, frutto di tante immigrazioni. E quindi spesso vi chiederanno da dove venite. A volte troverete persone con lontane parentele italiane (come un ministro costretto a dimettersi dopo che la madre ha chiesto, a sua insaputa la cittadinanza italiana: che siamo capaci di offrire a chi aveva un trisavolo di qui e non a chi è nato in Italia…). Sono sorridenti e cordiali gli australiani. E si fidano del prossimo. In una delle nostre escursioni in barca, abbiamo chiacchierato un po' con una guidaventiduenne. Alla fine della giornata ci ha chiesto se avevamo impegni per la domenica successiva e alla nostra risposta negativa ci ha offerto di accompagnarci a te(lo stato australiano che si affaccia sulla Grande Barriera Corallina). Abbiamo accettato e domenica alle 9 in punto era sotto il nostro albergo e ci ha scarrozzato in giro tutto il giorno. Lo abbiamo, al ritorno, anche invitato fuori a cena e quindi abbiamo trascorso praticamente una intera giornata insieme. Ora fate mente locale e immaginate un qualunque ragazzo europeo che farebbe la stessa cosa con tre perfetti sconosciuti. A me, pur sforzandomi, non mi è venuto in mente nessuno.
Nella foto, a fare da testimonial per gli australiani sorridenti, tre ragazzi che vendono succhi di frutta naturali su un camper. Ad Airlie Beach.

6. Acqua gratis nei ristoranti


Sesta cosa che mi ha stupito positivamente è che, appena vi sedete in un ristorante (di qualunque livello) vi portano una brocca con l'acqua. Se, come me, non bevete alcolici, in Australia non dovrete pagare l'obolo a qualche multinazionale che ha infilato in una bottiglia dell'acqua facendo pagare una cifra ben superiore a quella che spende per comprare il diritto di sfruttamento (di un bene pubblico, peraltro). Insomma, anche questa cosa l'ho trovata molto civile e democratica. E non credo che sia un grande costo per i ristoratori.

7. Zone fumatori separate da quelle non fumatori, anche all'aperto


In Australia (come in altre nazioni asiatiche, mi viene in mente la Corea ) mi pare che abbiano preso sul serio l'obiettivo di ridurre il più possibile il fumo, attivo e soprattutto passivo. Le zone fumatori, anche all'aperto sono delimitate, e soprattutto distanti da quelle dove si mangia. Anche nei ristoranti dove si pranza e cena fuori dal locale, le zone fumatori e non fumatori sono distinte. E spesso se il ristorante ha poco spazio esterno, i fumatori devono allontanarsi di qualche metro per potersi avvelenare in santa pace. Anche quando fate escursioni in barca (che durano pure una giornata) non potrete fumare né sull'imbarcazione e spesso nemmeno sulle piccole isole (che spesso sono parchi naturali). Tenetene conto (se siete dediti al vizio.

8. Giocare a Trivial Pursuit in autostrada


Le strade australiane sono come quelle americane. Lunghissime e spesso dritte per centinaia di chilometri. Per evitare che la mente di chi guida l'auto cominci a viaggiare per conto proprio (con rischi di incidenti, magari proprio contro un canguro come quello della foto che accompagna questo ottavo punto) le autorità australiane hanno escogitato uno stratagemma. Ogni tot chilometri c'è una domanda di quelle che trovate sul Trivial Pursuit. Chessò: quale è stata la prima capitale del Queensland, o qual è (come si legge in questo cartello) il simbolo floreale dello stato? Mentre guidate, leggete il quesito, pensate a una possibile risposta e dopo qualche chilometro…eccola che compare su un altro cartello stradale! Costo dell'operazione zero al cubo. Ma tanto fosforo! Altro che i patetici annunci sulle nostre autostrade…

9. Piste ciclabili ovunque


Rimaniamo in tema mobilità, ma questa volta sostenibile. In Australia ci sono piste ciclabili ovunque. Di fianco a ogni grande arteria che unisce le città, lungo le strade di ogni cittadina, in ogni parco (con una chiara divisione dai pedoni, come da foto).
Qui evidentemente, quando costruiscono una strada, realizzano – sempre!- al suo fianco una ciclabile (da noi invece buttiamo soldi in autostrade inutili e mangia territorio). E che ciclabili potete trovate in Australia!!! Quella che vedete qui sotto aveva un asfalto che sembrava quello di Monza, dell'autodromo però.

Sempre a margine di questa vera a propria autostrada per le bici (siamo a Brisbane) comparivano cartelli stradali dedicati con le distanze chilometriche per raggiungere i comuni dell'hinterland.

In Australia, la campagna #salvaiciclisti la fa lo Stato, non chi pedala a proprio rischio e pericolo.

10. Allo stadio 50mila persone senza un poliziotto, uno steward


Nei giorni in cui eravamo a Brisbane si è disputata la partita di rugby (a 13) tra una rappresentativa del Queensland e una del Nuovo Galles del Sud. È una sfida, al meglio delle tre gare, che si chiama State of Origin, perché gli atleti che vi partecipano sono originari di uno dei due stati. Sono match sentitissimi, con biglietti esauriti da mesi e migliaia di persone con indosso le maglie granata del Queensland o blu di Sydney (la capitale del Galles del sud). Ebbene, lo vedete anche nella foto che campeggia sulla copertina di un giornale australiano, il tutto si è svolto non solo senza incidenti, ma anche senza nessuna divisa per calmare gli animali. Nemmeno nell'infinito dopo partita, quando i giocatori hanno fatto selfie con chiunque lo chiedesse. Terminato il match però si è tornati alla normalità. All'aeroporto di Brisbane il giorno dopo i giocatori sconfitti tornavano a Sydney su un volo di linea.

Nello scalo (li vedete seduti a destra) hanno mangiato nella Food Court senza che nessuno sia andato nemmeno a chiedere un autografo, uno scatto.

11. Aeroporti bellissimi e con zone bagagli aperte al pubblico


Rimaniamo in aeroporto anche per questa undicesima cosa che mi è piaciuta dell'Australia: gli scali. Sono spaziosi, luminosi, rilassanti e non ansiogeni. Ti fanno venire voglia di prendere un aereo e non la sensazione di preoccupazione che campeggia nei nostri. Una volta superati i controlli di sicurezza all'arrivo a Sydney, nei voli interni siete totalmente liberi. Anche di portarvi a bordo la bottiglietta d'acqua che avete comprato fuori dallo scalo.
Ma la cosa che mi ha lasciato più basito (e che mi ha fatto capire come ci si relaziona col prossimo in Australia) è che le zone per il ritiro bagagli sono aperte al pubblico. Andate a prendere vostro figlio, vostra madre, il vostro amore in aeroporto? Non dovete aspettarlo dietro una porta oscurata che ogni tanto vomita passeggeri. Lì potete andare direttamente ad attendere i bagagli con loro. D'altronde sono valigie già ampiamente controllate.

Fa riflettere che, evidentemente, non ci sono furbacchioni che arrivano in aeroporto a prendere valige non loro…

12. Camminare a piedi nudi


Quando ho raccontato al mio amico Nicola che in Australia tantissimi camminano per strada a piedi nudi, mi ha detto che andrebbe lì solo per fare lo stesso. In effetti, dopo qualche giorno che vedi persone che attraversano la strada senza scarpe o ciabatte ti viene la tentazione di provare. Tornare indietro, rinchiudere di nuovo i piedi risulterà poi difficile. Gli australiani girano scalzi o, al massimo, con le infradito. È il segno di un modo di affrontare la vita rilassata, all'insegna del "anche se sto andando a lavorare, qui è come essere in vacanza". Anche noi (Marta per prima), dopo qualche giorno di ambientamento, alla fine abbiamo camminato a piedi nudi. Esperienza che in Italia risulta impossibile. Nelle strade australiane non ci sono cicche di sigaretta, cartacce, bottiglie rotte e nemmeno cacche di cane.Né auto sui marciapiedi o sulle strisce pedonali o in seconda/terza fila. Ecco perché lì si può scegliere di far sentire ai piedi la nuda terra (o il nudo asfalto) e qui da noi proprio no. Ma proprio, proprio no.

13. Ospedale, vista mare


Salto di palo in frasca e come tredicesimo punto metto qualcosa che mi ha lasciato esterrefatto: a Cairns hanno costruito l'ospedale vista mare! Provo a spiegarmi meglio. In questa bella cittadina nel nord del Queensland si va per passare un periodo di vacanza. Il clima è mite tutto l'anno e di qui partono le escursioni per la Grande Barriera Corallina. Ci sono quindi in città decine di ristoranti (aperti fino a tardi…cioè almeno alle 21.30, perché spesso in Australia le cucine chiudono alle 20) e c'è una lunghissima Esplanade dove si affacciano gran parte degli alberghi i cui clienti, possono godersi la vista del Mar dei Coralli. Ebbene, tra un albergo e l'altro ecco spuntare l'ospedale pubblico di Cairns, un grosso edificio che si affaccia sulla spiaggia. Per di più davanti c'è un parco e quindi i malati (e parenti e amici) possono godere del panorama anche dalle loro stanze di sofferenza. Non so in quanti altri posti, il piano regolatore abbia previsto una cosa del genere. Bellissima.

14. Campi da Beach Volley gratuiti


In Australia ci sono molte occasioni per socializzare. La più semplice è forse quella di mettersi di fianco a uno dei campi dove si gioca a pallavolo e offrirsi di far parte di una delle due squadre. I campi sono bellissimi e illuminati a giorno almeno fino alle 22. È bello anche solo stare lì a guardarsi queste sfide infinite.

15. Skate Park ovunque

Discorso simile a quello dei campi per Beach Volley riguarda gli Skate Park. Aggregante sicuramente per i più giovani. Ne trovate ovunque in Australia (quella in foto è appena sopra la meravigliosa spiaggia di Bondi Beach, a Sydney). Ben tenuti e con percorsi che (visti da fuori) sembrano molto divertenti. Mi pare che in Australia ci sia una volontà di rendere offrire il più possibile spazi "sociali". Da noi, no. Tornato dall'Australia sono passato per la prima volta dietro Casa Milan (bel palazzo, luogo aggregante per i tifosi rossoneri) e ho scoperto una gigantesca spianata di cemento chiamata, surrealmente, piazza. Non un albero, non una panchina, figuriamoci uno Skate Park. Ed è una zona nuova (lo scatto è da una mia esterrefatta Instragram Story).

Ma è così difficile per gli urbanisti delle nostre parti immaginare spazi per i cittadini?

16. Palestre all'aperto


Resto nell'ambito dell'attività fisica gratuita per segnalare che ho visto più di una palestra all'aria aperta. Con attrezzi nuovi e con le indicazioni di come usarli correttamente (con codice da scannerizzare per scaricare i video con i programmi). Se non bastasse, a Cairns (cui si riferisce la foto di questo sedicesimo punto) ci sono corsi pubblici di utilizzo di questi attrezzi. Con orari e istruttori. Tutto, sempre ovviamente gratis. Sia per chi vive qui, sia per chi è solo di passaggio.

17. In surf, dopo il lavoro


Se non vi piace correre, andare in bici, giocare a pallavolo sulla spiaggia, andare in skate, fare palestra vista mare, magari finito di lavorare o di studiare potete imbracciare una tavola da surf e provare a cavalcare le onde! La foto qui sopra è scattata a Bondi Beach, meravigliosa spiaggia di Sydney. L'unico rischio: gli squali. Ma per questo, preparatevi al punto 18!

18. Gigantesche piscine pubbliche


Il mare che circonda l'Australia non è tra i più sicuri del mondo. Spesso vi troverete in spiaggia davanti a cartelli di questo tipo:

E oltre ai coccodrilli ci sono gli squali. E d'estate temibili meduse. E dunque cosa si sono inventate le autorità australiane? Gigantesche piscine pubbliche (qui chiamate Lagoon) dove fare il bagno in tutta sicurezza. Piscine con tanto di sabbia e bagnini. Ovviamente gratis! E pure con giochi d'acqua per i bimbi.

Anche a Bondi Beach, la spiaggia del surfer di Sydney, dove il mare è spesso mosso, trovate una bella piscina dove nuotare senza rischi. Meraviglia.

19. Niente tag, solo murales


In Australia non ho visto un solo tag su un muro. Me ne sono reso conto l'ultimo giorno di vacanza, mente stavo camminando per Sydney. Ho intravisto queste scritte per terra che mi hanno ricordato quelle che compaiono sui nostri muri.

E invece erano solamente dei segnali per lavori in corso… Ho osservato invece, in Australia, tanti, bellissimi murales. Spesso accompagnati dall'account Instragram di chi li ha disegnati. Come il murales che decora questo diciannovesimo punto. Fotografato a Sydney.

20. Serpenti, ma dolci


Questo è un punto che forse non tutti potranno apprezzare (ma so che gli australiani che vivono all'estero chiedono a chi nel loro paese di portargliene una confezione). Nei supermercati australiani potrete trovare delle caramelle (buonissime) fatte a (lungo) serpente. Sono di mille colori e potrebbe forse essere un modo australiano per esorcizzare la paura di questi animali che qui sono presenti e numerosi (e a volte letali).

21. Sorridete, siete inquadrati


Per fare capire l'approccio che hanno verso il prossimo gli australiani, basta questo cartello (il cui contenuto è visibile in ogni locale italiano). Vi avvisano che siete ripresi dalle telecamere di sorveglianza ma lo fanno ironizzando, invitandovi a sorridere verso la camera. ūüôā

22. Fuori servizio


È lo stesso principio, di gentilezza e ironia insieme, che accompagna le scritte sugli autobus che vanno in deposito. Siscusano perché vi sfrecciano davanti senza fermarsi. È lo stesso messaggio che compare sui bus italiani, ma messo in positivo. E fa cambiare prospettiva alle cose.

23. Ho lavato le banconote coi jeans. Non è successo niente…


Perché i dollari australiani sono di plastica. O meglio, di propilene. Quindi si possono bagnare, e accartocciare, e tornano nella medesima forma (e valore) di prima. Segno di un paese che si è sviluppato quasi solo nelle zone costiere, sempre a contatto con l'acqua. Indicazione, una volta di più, di un luogo dove pensano a come risolvere i problemi pratici dei cittadini.

24. Fontanelle pubbliche (anche per i cani)


A proposito di venire incontro a chi abita qui, in Australia troverete a ogni angolo delle fontanelle pubbliche dell'acqua. Spesso sono di due livelli per favorire i bambini. O per dissetare i cani, come quella che vedete fotografata qui sopra. La vaschetta dove beve il cane si può svuotare con una semplice rotazione. Cosa c'è di più facile?

25. Ironia australiana


Chiudo questa carrellata
– confusa ma sincera – di cose che mi hanno colpito in Australia, con l'ironia, il buonumore. Qui tutti ridono e fanno battute. Che spesso trovate anche sui muri, anche fuori dai pub…

Con questo sorriso si chiude l'elenco delle cose che mi hanno positivamente colpito.
Spero che tutto ciò vi spinga a visitare l'Australia, se non l'avete ancora fatto. O, se ci siete stati, magari ad aggiornare le mie "cose belle" aggiungendovi delle vostre.

Ad maiora

Myrtos Beach a Cefalonia

Visitare Cefalonia: Myrtos Beach

Sembra esserci pi√Ļ sole di ieri anche se il vento non accenna a diminuire.
Dopo essere andati ieri verso sud (verso Poros) oggi puntiamo a nord, con l’obiettivo di raggiungere Fiskardo.
In realtà ci fermiamo prima.
Sulla strada lungo il mare ci sono i lavori in corso che ci permettono di osservare dall’alto la spiaggia di Myrtos, considerata una delle pi√Ļ belle del Mediterraneo.

Myrtos Beach
Decidiamo di scendere subito da lei!
Gi√Ļ c’√® bandiera rossa e tanto vento. I cavalloni del mare sono divertenti ma fa abbastanza freddo. Ci mettiamo come lucertole al sole…

Spiaggia di Myrtos
Niente ombrellone oggi. Qui a differenza di ieri la spiaggia √® di sabbia e c’√® una parte libera. Ogni volta che esce il sole proviamo a giocare con le onde. A pranzo panini e gelati nel baretto sulla spiaggia. Super attrezzato e affollato.
Giochiamo un po’ con le onde finch√© ci stufiamo del tanto vento e, pur tristi di lasciare questa meravigliosa spiaggia, torniamo al nostro studios.

Io vado a correre e in fondo a Sami trovo una bellissima Taverna, circondata da un bel laghetto.

Il laghetto di Karavamilos

Alla Karavomilos mangiamo a un metro dal mare sotto alberi giganti e circondati da gatti affamati. Il cibo non √® all’altezza della bellezza del posto ed √® anche la prima volta che arriviamo a spendere 30 euro in due.

Ad maiora

Tramonto a Poros, con vista sulla terra ferma

Visitare Cefalonia: dalla spiaggia di Antisamos a Poros

Secondo giorno per me e Marta a Cefalonia, Grecia.

Il tempo, pur ventoso, sembra volgere al meglio e quindi andiamo alla spiaggia di Antisamos, a pochi chilometri da Sami. √ą di acciottolato e ha un mare proprio trasparente e pulito. Con la maschera si possono vedere anche parecchi pesci.

Antisamos Beach, Cefalonia

L’ombrellone costa 9 euro per due e la spiaggia √® forse troppo affollata. Mi consolo bevendo un Freddo Cappuccino.

Freddo cappuccino in spiaggia

Freddo cappuccino in spiaggia

Anche il pranzo nel bar del bagno Mojito non √® dei pi√Ļ economici (9 euro a testa per un solo piatto) ma sia la mozzarella in carrozza che la feta impanata e fritta sono eccellenti.

Saganaki, Cefalonia, Grecia

Finito il pranzo e tornati al nostro ombrellone comincia però a piovere e fuggiamo negli Studios di Sami a ripararci.

Pomeriggio casalingo. Di sera ci spostiamo invece a Poros. Qualche chilometro a sud di Sami. √ą un centro abitato piccolo ma accogliente. Dalla spiaggia si vede la terraferma. Mangiamo, osserviamo il tramonto, insieme a un manipolo di gatti affamati, e poi torniamo a casa.

Tramonto a Poros, Grecia

Ad maiora

 

Lago di Melissani

Cefalonia, giorno 1: Argostoli, Sami e Lixouri

Inizio oggi il racconto della¬†settimana trascorsa con Marta sull’isola greca di Cefalonia.

Buona lettura e (spero) buon viaggio.

Ad maiora

 

Partenza all’alba da Orio al Serio per volo diretto sull’aeroporto di Cefalonia. Volo regolare con la solida finzione di Ryanair che vi dice che siete arrivati in anticipo (il trucco, commerciale, √® annunciare una durata del volo pi√Ļ lunga di quella reale). I gratta e vinci (anzi i gratta e perdi) che la compagnia aerea cerca di smerciare ai suoi poveri passeggeri non credo vadano granch√© bene. Oggi, in volo, c’√® il due per uno per chi ne acquista uno solo biglietto (a 3 euro) e addirittura il raddoppio per chi spende 10 euro (ve ne staccano 14).

Il vantaggio di avere solo bagaglio a mano √® che poco dopo l’atterraggio (nel piccolo aereoporto di Argostoli, il capoluogo¬†di Cefalonia) siamo gi√† in coda alla Hertz per noleggiare un auto. Sull’isola non ci¬†sono tante auto da noleggiare¬†e quindi il consiglio √® quello di prenotarla prima della partenza. Ci danno una Nissan Micra e una mappa, con la quale partiamo in direzione di Sami, cittadina che sar√† la nostra base per questa settimana di vacanze greche. Seguendo le indicazioni stradali e la mappa io e Marta arriviamo, in una quarantina di minuti, alla meta. La difficolt√† maggiore √® stata trovare gli studios, ossia l’appartamento che avevamo affittato. Chiedendo informazioni nessuno ci sapeva indicare dove fossero. Ce la siamo cavati navigando sull’app gratuita maps.me¬†dalla quale, prima di partire, avevamo scaricato la mappa di Cefalonia.

Il proprietario degli Antisamos Studios (individuati grazie a Booking) non √® proprio sorridente o granch√© accogliente. Strano. Perch√© le altre persone con cui avremo a che fare qui sull’isola sono davvero ospitali. Scopriremo il giorno dopo che non sta tanto bene.

La camera è spartana, ma appunto ci serve proprio da base. La Wi-Fi funziona bene. Le pareti però sono sottili e quindi sono contento di aver portato i tappi per le orecchie.

 

Lasciati i bagagli andiamo a cercare un ristorante sul lungomare di Sami. Le alternative non mancano. Optiamo per una sorta di bar greco, con personale che parla italiano. Marta mangia un kebab di pollo. Io della feta e una fantastica insalata di melanzane (melitzanosalata). Per scegliere i piatti vegetariani greci mi sono affidato al sito di un’esperta che conosco bene, come Fraintesa.
Dopo esserci rifocillati (a soli 7 euro cadauno) abbiamo fatto due passi per Sami per fare lo shopping minimo per l’appartamento (colazione, carta igienica, crema solare). La cittadina non ha niente di particolare. Tre¬†vie: la prima d√† sul mare (e sul porto) la seconda pi√Ļ interna √® piena di negozi. Sembra un posto molto tranquillo. Soprattutto nella terza dov’√® stiamo noi e ci sono studios e alberghi.

Essendoci brutto tempo (vento e nuvole) decidiamo di sfruttare la macchina per conoscere l’isola.

Prima tappa le grotte di Melissani che sono poi uno dei motivi che hanno spinto Marta a scegliere queste isola. Le grotte sono grandi e belle, ma la visita di 10 minuti in barca non vale i 7 euro cadauno che si spendono:

Seconda tappa: Argostoli, il principale centro di Cefalonia. √ą sabato pomeriggio e la maggior parte dei negozi √® chiusa. Di conseguenza in giro (anche nella bella via pedonale, lisostroto?) non c’√® nessuno. Riusciamo a fare qualche acquisto e poi ci avviamo sul ponte pedonale sull’acqua chiamato Devossetos, costruito da un architetto svizzero. Lo percorriamo solo per pochi metri quando Marta scorge nell’acqua una enorme tartaruga caretta caretta. Scopriremo che ve vivono una quarantina in questa baia. Davvero un bell’incontro!

Prima di lasciare Argostoli andiamo a rendere omaggio al monumento ai 9000 soldati italiani fucilati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943. Decisero con un referendum di resistere ai nazisti, diventati nemici. L’imbarazzante Badoglio si schier√≤ con gli Alleati ma impieg√≤ pi√Ļ di un mese a dichiarare guerra alla Germania. Le belve naziste uccisero i soldati italiani, una volta disarmati, considerandoli traditori e non prigionieri di guerra:

Lasciamo il capoluogo dell’isola e ci avviamo, sempre in auto, sul promontorio che sorge di fronte ad Argostoli. Ci si potrebbe andare in traghetto ma scegliamo l’auto visto che vogliamo scoprire l’isola. Obiettivo: raggiunge Lixouri. Anche questa citt√†, come tante qui nell’isola di Cefalonia, √® stata distrutta dal terremoto del 1953, ma √® stata ricostruita in un modo davvero armonico. Camminare qui √® piacevole e aspettiamo, insieme a tante persone del luogo, il tramonto seduti su una banchina del porto. Davvero bello.
Poi andiamo a cenare in uno dei tanti ristoranti che si trovano nella zona pedonale: Ainos.
Qui ci sbizzarriamo. Marta rimane in zona carne. Io mi lancio su bruschette greche (Traditional Kefalonian Riganado), tzatziki e formaggio da spalmare (Tirokafteri). Quest’ultimo fantastico.
Dopo questi aperitivi (aiutato in realtà da Marta) ho preso anche una pita vegetariana.
Mi sono alzato satollo (sempre spendendo circa 10 euro a testa). Ma per fortuna prima di tornare verso il nostro appartamento abbiamo potuto assistere, in piazza a Lixouri, a uno spettacolo di balli tradizionali.

National Museum of Tanzania

Cosa fare a Dar es Salaam: il Museo Nazionale

Se trascorrete qualche ora a Dar es Salaam (la principale citt√† della Tanzania, il suo cuore economico, ma non la¬†capitale) cercate di fare un salto a vedere il Museo Nazionale. Si trova a Shaban Robert Street ed √® un’oasi di pace fuori dalla caotica (e trafficatissimo) vita di Dar.

Una volta varcata la soglia e pagato l’ingresso (meno di 3 euro) vi troverete davanti a un gigantesco ficus¬†che occupa gran parte del giardino. Sotto le sue foglie si tengono degli spettacoli teatrali.

Ficus

Una volta saliti al primo piano, le varie sale vi mostreranno la storia della Tanzania che parte da un cranio di australopiteco, visto che da queste parti (ma non ditelo ai razzisti) ha origine la razza umana.

Resti di australopiteco

Le altre sale¬†raccontano la storia della Tanzania, dal l’occupazione coloniale (prima tedesca, poi inglese) fino all’indipendenza (del Tanganika) e all’unificazione con Zanzibar.

Le sale del museo nazionale di Dar es Salaam

Il museo √® davvero piccolo e quindi la vista dura poco. Uscendo, nel giardino, non dimenticate di passare in un luogo che ricorda la recente (drammatica) storia della Tanzania: la bomba contro l’ambasciata americana del 7 agosto 1998.

Il monumento delle vittime agli attentati di Dar es Salaam

In un paese in pace come la Tanzania questi morti rappresentano un tributo di sangue, sicuramente inatteso. Le vittime degli assassini di Al Qaeda, furono dodici: tutti, ovviamente, africani.

Ad maiora

Le vittme dell'attentato all'ambasciata americana di Dar es Salaam

 

 

 

 

 

Visitare Andorra

Il piccolo stato incuneato tra Spagna e Francia ha solo 85mila abitanti ma pi√Ļ di dieci milioni di visitatori l’anno.

Vengono per lo pi√Ļ dalla vicina Barcellona. Ragione per cui arrivando dalla capitale catalana troverete una serie di strade a pagamento (che non meriterebbero di essere pagate) e parecchi autovelox.

La sola ragione per cui in tanti raggiungono questo staterello nel cuore dei Pirenei, dove si parla catalano, è il fatto che è un paradiso fiscale e che tutti i negozi vendono i loro prodotti senza Iva.

Eppure il piccolo stato ha una storia davvero curiosa ed √® – insieme a San Marino – l’unico paese ad avere due capi di Stato. In questo caso entrambi residenti all’estero: sono il vescovo di Urgell in Spagna e il presidente della Repubblica Francese.


Andorra, che non ha esercito, non fa parte dell’Unione europea, n√© quindi di Schengen, ma i controlli alla frontiera sono davvero blandi (e comunque basta la carta di identit√† per superarli). 

Il Principato adotta l’euro. Motivo per il quale in tanti vengono qui a fare acquisti


Acquisti anche difficili altrove come tanti strumenti di autodifesa.


Una volta fatta avanti e indietro la strada dei negozi della capitale di Andorra (che si chiama Andorra La Vella, ossia la Vecchia) e che si è camminato lungo il fiume La Valira, cosa resta da fare?


Essendo a mille metri di altezza e in mezzo ai Pirenei conviene salire di qualche decina di metri ancora e percorrere  il bel camminamento che domina la valle. Accompagnati dal suono dell’acqua.

Qui non troverete turisti, non percepirete l’inquinamento dovuto alla marea di macchine che raggiungono Andorra durante qualunque giorno di festa.

E, se sarete fortunati, troverete qualche abitante di Andorra che vi racconterà la storia della sua vita.

Ad maiora 

A Casa Alto Adige a preparare prodotti benessere 

Ero l’unico uomo presente ieri sera a Casa Alto Adige di Milano per una serata dedicata al benessere.

Elena Nicoli, esperta di erbe officinali, ci ha spiegato come fare in casa, in pochi minuti, un amido doccia:

E pure uno scrub per le mani:

Stamattina ho usato il primo e mi sono trovato molto bene. Chiss√† se ci√≤ mi fermer√† domani sera dal portarmi a casa, dall’albergo dove dormir√≤, qualche prodotto-bagno…

Peraltro la serata di ieri sera √® stata molto fortunata. Ho imparato a fare altre cose con le mani (oltre a digitare, a fare riprese e montaggio). Ho cenato, in un ambiente davvero confortevole, assaggiando le incredibili prelibatezze preparate dallo chef Manuel Astuto.¬†¬†E in pi√Ļ sono stato estratto e ho vinto un week end in Alto Adige!

Ad maiora

Il Mercatino hippie di Formentera

Il mercatino hippie di Formentera

Prima di andarci pensavo fosse un posto tutto finto, buono solo per ospitare calciatori e ragazze immagine. E invece Formentera mi ha fatto cambiare idea. E mi ha dimostrato, una volta di pi√Ļ, come viviamo di pregiudizi che spesso possono essere smentiti vedendo e toccando le cose di persona. L’isola spagnola non ha “fregato” solo me ma anche una viaggiatrice seriale come Fraintesa.

√ą dunque l’isola e verde e selvaggia e ha persino un ottimo (ma davvero ottimo) ristorante vegetariano a Es Pujols.
Ma il titolo di questo post √® dedicato al mercato hippie che si svolge a La Mola, la parte pi√Ļ alta dell’isola.
Si tiene da aprile a ottobre dalle 16, ogni mercoledì e domenica.


A dispetto delle apparenze, a Formentera dagli anni ’60 si √® stabilita una numerosa comunit√† hippie che qui ha messo radici.


Il risultato è questo divertente e colorato mercatino di artigianato.


Potete ascoltare musica, assistere a spettacoli e soprattutto comprare manufatti: monili, bigiotteria, maglioni e magliette e persino curiosi gioielli. 

Insomma, se questa estate (magari non ad agosto, quando sull’isola c’√® il tutto esaurito) andate a Formentera, un salto al mercatino hippie non potete non farlo.

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Le capre felici di Agi

In Val di Gresta, assolata valle dello splendido Trentino, ecco l’allevamento di capre di Agi, giovane donna etiope che ha scelto di vivere nel nostro paese. Ha studiato a Trento e parla il nostro idioma con leggero accento locale. Ha un sorriso che si irradia su chiunque incontri sul suo cammino. Le capre lo sanno e si avvicinano al suo richiamo. N√© fischi, n√© urla. Ma un semplice richiamo che convince gli animali ad avvicinarsi a lei. Anche quando non √® orario di mungitura.

Agi alleva da sola 70 capre, le munge e produce formaggio, che vende direttamente.


Se siete tra il Lago di Garda e Rovereto, andate a trovarla.

Questo è il suo sito:

http://www.lacaprafelice.com

Sono capre, come potete vedere dal video, davvero felici.

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Seul vuole diventare una città no smoking

Chiunque visiti la capitale della Corea del Sud non potr√† non notare i numerosi divieti di fumo che compaiono ovunque.Anzi, i divieti sono diffusi un po’ in tutta la Repubblica. 

Questo √® ad esempio un gigantesco divieto fotografato sulla spiaggia di Busan, nel sud della Penisola. L’obiettivo del governo coreano √® limitare il pi√Ļ possibile il fumo passivo. Non solo negli spazi chiusi, ma anche in quelli all’aperto. Seul ha infatti l’obiettivo di diminuire il consumo di bionde: √® infatti al tredicesimo posto nella classifica mondiale sul consumo di sigarette.   Se si vuole ridurre il fumo passivo, non si pu√≤ limitarsi ai locali pubblici. Di qui la decisione di rendere libere dal fumo anche alcune aree pubbliche all’aperto. Per evitare semplicemente che camminando dietro qualcuno che sta fumando, si respiri il suo fumo.E cos√¨ a Gangnam, ricco quartiere esaltato da PSY, si vedono numerosi divieti intorno alle panchine.

 Nella zona universitaria, ci sono ovviamente molti locali che fanno il takeaway.  Anche per questo si √® deciso che ragazzi che rimangono qui a mangiare possano rimanere in  una zona smoking-free.  √ą vietato anche fumare alle stazioni dei bus, nei parchi e nei pressi delle scuole. Il ventun per cento della capitale √® vietata a chi fuma.

Chi non rispetta le regole paga una multa di 100.000 won, circa 75 euro.

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