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In Russia morire per scrivere

L’articolo che parla (anche) del mio intervento a Perugia a cura degli studenti della scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa.

Non sono del Tg1 e la Yusupova non è una giornalista della Novaja, ma per il resto tutto ok.

ad maiora

http://www.unisob.na.it/inchiostro/?idrt=3687

Emuli (idioti) di Orwell in Georgia

Un finto servizio televisivo ha portato migliaia di persone nelle strade di Tbilisi, Gori, Mtskheta e un po’ in tutta la Georgia. Centralini di polizia e vigili del fuoco andati in tilt. Un tipico esempio di come la televisione vi possa raccontare qualsiasi cosa (basta condirla col immagini giuste), ma anche di come in molti paesi ex sovietici la paura di un’invasione da parte dell’esercito russo non sia un’ipotesi così remota, così improbabile. Nel servizio veniva annunciato che il leader dell’Ossezia meridionale era stato assassinato, che le truppe russe avevano invaso la Georgia per vendetta, che aerei russi avevano bombardato obiettivi civili in Georgia, che l’opposizione aveva portato in piazza a sostegno della invasione russa, che il Presidente Saakashvili era stato portato in un luogo di sicurezza, ma era stato comunque ucciso. Il potere, veniva detto infine era stato preso dall’opposizione, guidata da Nino Burjanadze , con l’appoggio dei russi.

A molti sarebbe bastato mettere il naso fuori di casa per capire che niente di quanto veniva annunciato era realmente successo. Poco prima di questa sequela di notizie drammatiche (e tutte false) una conduttrice aveva comunque brevemente spiegato che era solo un possibile scenario di quel che avrebbe potuto accadere nel Caucaso. Ma il tutto era stato preparato in modo talmente verosimile da spingere la gente a scendere in strada, terrorizzata. Per tutta la notte si sono vissute ore di panico nel paese. Ora la rabbia si sta scatenando contro la televisione privata (evidentemente vicina al governo, visto che è guidata da uno degli ex collaboratori del presidente e che indica l’opposizione talmente filo russa da appoggiare un’invasione miliare nemica…). Nell’ambito del finto telegiornale non veniva detto  che le immagini di scontro che si vedevano erano relative alla guerra di due estati fa e che il presidente Saakashvili era in realtà vivo e vegeto. Ha anche preso le distanze dal servizio tv, definendolo pessimo esempio di giornalismo.

E’ così comunque che si prepara alle amministrative in Georgia, previste per maggio, decisamente peggio che dalle nostre parti. Molte persone sono state colpite da infarto e almeno una sarebbe morta dopo il servizio di Imedi tv che si è affrettata a porgere le proprie scuse ai telespettatori. Era un loro modo di far capire cosa potrebbe succedere alla Georgia se “non sarà unta contro i piani della Russia”. Per quanti si occupano di propaganda moderna un ottimo esempio da studiare su come funzioni la televisione, strumento potentissimo, spesso in mano ad idioti.

Ad maiora