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Operazione anti-terrorismo nel Caucaso: 9 morti

Sono nove i guerriglieri (o sospetti tali) uccisi nell’operazione anti-terrorismo lanciata ieri dalle forze russe in Daghestan e Kabardino-Balkaria. Tra i nove uccisi, due donne.

A Makhathchkala, capitale del Daghestan (la città dove, a suon di milioni, è finito a giocare Eto’o), le forze speciali hanno dato l’assalto a una casa che, secondo l’Fsb locale, avrebbe ospitato una base di terroristi. Due morti e due feriti il bilancio del blitz.

In un villaggio della Kabardino-Balkaria (altra repubblica del Caucaso russo con parecchi gruppi di islamisti in azione) un altro assalto è costato la vita a sei combattenti, una delle quali una ragazza. Un’altra presunta terrorista è stata arrestata dalle forze speciali.

Il blitz dopo che un gruppo di terroristi aveva colpito, qualche giorno fa, un elicottero militare, costretto a un atterraggio di emergenza. Il 6 marzo, giorno dopo le presidenziali, una terrorista suicida aveva ucciso sei poliziotti in un commissariato daghestano.

Ad maiora.

Operazione anti-terrorismo nel Caucaso

Dopo gli attentati “elettorali”, la reazione delle forze speciali russe in Daghestan, inquieta repubblica caucasica. L’operazione coinvolge anche un altra repubblica russa dove sono attivi i ribelli islamici e islamisti, la Kabardino-Balkaria.
A Makhatchkala, capitale daghestana, le forze speciali hanno dato l’assalto a un appartamento-covo di terroristi.
Anche in un villaggio della Kabardino-Balkaria gli agenti russi hanno attaccato una casa che ospiterebbe ribelli. Due i miliziani uccisi. Tra loro ci sarebbe uno dei leader della guerriglia.
Dopo la seconda guerra cecena, vinta dai russi, la ribellione islamica si è diffusa in tutto il Caucaso.
Qualche giorno fa, un attentato suicida in Daghestan (compito da una ragazza) ha ucciso sei poliziotti.
Ad maiora.

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Putin e Medvedev

Nuovo attentato in Daghestan

Un nuovo attentato contro le truppe russe ha sconvolto questa mattina la vita di Buinaksk, cittadina del Daghestan, irrequieta repubblica caucasica della Federazione russa. 5 persone sono morte e 39 rimaste ferite.
L’attentato dinamitardo ha colpito il passaggio di una colonna della 136esima brigata motorizzata. I terroristi (ragionevolmente indipendentisti wahabiti che cercano di destabilizzare l’area, per ottenere la secessione da Mosca) hanno riempito con 100 chili di tritolo una vecchia Ziguli’, fatta poi saltare al momento del passaggio dei soldati. Una seconda bomba pochi minuti dopo non ha provocato feriti.
Su internet trovate molte di queste terribili scene. Accompagnate, in caso di successo dell’attentato, da inni ad Allah.
Già a luglio un attacco dinamitardo contro la stessa brigata dell’esercito russo aveva provocato 3 morti.
E’ possibile che ora l’attentato venga sfruttato anche per la imminente campagna elettorale in Russia. In Daghestan arriverà prima Putin o Medvedev?

Visita Medvedev a Erevan

La Russia si rinforza in Caucaso (sempre caldo)

I russi rinforzano la loro base militare di Gumri in Armenia. Un presidio militare presente dal 1995, dotato di missili S-300 e con 3500 soldati. L’accordo russo-armeno prevedeva uno smantellamento nel 2015. Da ieri (grazie a un protocollo siglato a Erevan) è stato prorogato fino al 2044.

Una mossa simile a quella operata da Mosca con l’Ucraina (di Yanukovich) per la flotta in Crimea. Lì la permanenza era garantita fino al 2017, ora è stata allungata fino al 2042. Un accordo che l’opposizione filo-occidentale alla Rada non aveva apprezzato.

In Armenia nessuno ha protestato. L’iniziativa moscovita si integra con il posizionamento dei missili in Abkhazia e segna un ulteriore tassello messo dai russi nello scacchiere caucasico. Ormai sempre più sotto il controllo moscovita.

La zona è comunque in ebollizione.

Venerdì notte le forze di sicurezza russe hanno ucciso (“liquidato”, scrivono i siti russi), in Daghestan, un leader ribelle sospettato di aver organizzato il doppio attentato del 29 marzo contro la metropolitana di Mosca, in cui morirono 40 persone. Magomedali Vagabov è stato ucciso assieme ad altri quattro combattenti ,nel corso di uno scontro a fuoco con gli agenti russi.

Ieri a Groznij, capitale della Cecenia, un militante islamico Khamzat Shemilev si sarebbe fatto esplodere dopo essere stato circondato dalle forze speciali. Tra gli agenti, un morto e 15 feriti. Shemilev era sulla lista dei ricercati più pericolosi.

Qualche giorno fa una bomba era esplosa di fronte a un bar di Piatigorsk, nel Caucaso del Nord. 22 i feriti di cui sette gravi. Sul luogo dell’attentato è arrivato anche il presidente Medvedev, promettendo che saranno catturati i terroristi.

Speriamo che si ricordi di far arrestare anche l’assassino della Estemirova, attivista dei diritti umani, ammazzata sempre nel Caucaso: nell’anniversario dell’omicidio, a luglio, aveva assicurato che era stato individuato.

In Russia morire per scrivere

L’articolo che parla (anche) del mio intervento a Perugia a cura degli studenti della scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa.

Non sono del Tg1 e la Yusupova non è una giornalista della Novaja, ma per il resto tutto ok.

ad maiora

http://www.unisob.na.it/inchiostro/?idrt=3687