Tag Archives: El’sa Kungaeva

Annnaviva, flash mob a Mosca. Аннавива, Флэшмоб в Москве

Un flash mob a Mosca.
Dopo quelli a Milano e Roma, per la prima volta, l’associazione italiana Annaviva (nata per ricordare la figura di Anna Politkovskaja) ha organizzato un simbolico blitz nella capitale russa.
Siamo infatti andati a portare le foto di Elsa Kungaeva e Anna Politkovskaja sulla lapide che, inopinatamente, è stata posta poche settimane fa nei giardini di Komsomolskij Prospekt, nel centro di Mosca.
Il monumento ricorda la figura di Yuri Budanov, già colonnello dell’esercito russo condannato per aver ucciso (e ragionevolmente stuprato) una giovane cecena, Elsa Kungaeva. Aveva solo 18 anni ed era stata -illegalmente – fermata con l’accusa di terrorismo. In caserma, era stata strangolata da Budanov e fatta seppellire nei dintorni. Una volta ritrovata, sul suo corpo saranno rinvenuti segni di violenza sessuale.
Per questo orrendo crimine, Budanov, malgrado forti pressioni dell’opinione pubblica russa (ben contrastate da Anna Politkovskaja e dall’avvocato della famiglia Kungaev, Stanislav Markelov) è stato condannato a nove anni di carcere.
Liberato per buona condotta un anno prima (nel gennaio 2009), Budanov è stato assassinato la scorsa estate a Mosca (da sconosciuti, probabilmente ceceni).
Durante la sua detenzione è stata uccisa (da sconosciuti) Anna Politkovskaja. Dopo la sua scarcerazione hanno ammazzato anche l’avvocato Stanislav Markelov (insieme alla giornalista Anastasia Baburova, da due neonazisti.)
A questa terribile storia della Russia di Putin, Annaviva (insieme a LattOria) ha dedicato uno spettacolo teatrale – Elsa K – in scena a Milano.
Con questa manifestazione a Mosca, Annaviva segnala il proprio sconcerto: è possibile che a Mosca non ci sia nemmeno una lapide per Anna Politkovskaja e sia invece ricordato un assassino (espulso dall’esercito per il crimine contro l’umanità)?
L’associazione è da poco riuscita a far dedicare una strada di Milano ad Anna Politkovskaja. Ci auguriamo che la nuova “onda democratica russa” voglia ricordare – una volta finito il putinismo – la figura della grande giornalista russa, dedicandole una via o una piazza nella capitale, dove è stata assassinata 6 anni fa.
Ad maiora.

————-

После Милана и Рима впервые итальянская ассоциация Аннавива, созданная в память о российской журналистке Анне Политковской, организовала символическую акцию и в российской столице.
Мы съездили положить фотографии Эльзы Кунгаевой и Анны Политковской к мемориальному камню, который неожиданно появился несколько недель назад в одном из дворов Комсомольского проспекта города Москвы.

Памятник поставлен Юрию Буданову, экс полковнику российской армии, осужденному за убийство и основательное изнасилование молодой чеченской девушки Эльзы Кунгаевой. Ей было всего лишь 18 лет и она была незаконно задержана с обвинением в терроризме. В казарме она была задушена Будановым и похоронена неподалеку. Когда ее тело было найдено, на нем обнаружили признаки сексуального насилия.

За это ужасное преступление Буданов, несмотря на сильное общественное давление (которому неплохо противостояли Анна Политковская и адвокат семьи Кунгаевых Станислав Маркелов) был приговорен к девяти годам лишения свободы.

Освобожден за хорошее поведение годом ранее (в январе 2009 года), Буданов был убит летом прошлого года в Москве (неизвестными, возможно, чеченцами).
Во время его содержания под стражей была убита неизвестными Анна Политковская. После его освобождения был убит и адвокат Станислав Маркелов вмете с журналисткой Анастасией Бабуровой (двумя неонацистами).
Аннавива посвятила этой страшной истории путинской России (в сотрудничестве с LattOria) театральную пьесу «Эльза K», поставленную в Милане.

Своей акцией в Москве Аннавива выражает свое беспокойство: неужели возможно, что в Москве не имеется ни одного мемориального камня Анне Политковской и вместо этого помнят убийцу, исключенного из армии за преступление против человечности?

Нашей ассоциации совсем недавно удалось посвятить Анне Политковской одну из улиц в Милане. Мы надеемся, что новая «русская демократическая волна» будет помнить, по окончании путинизма, фигуру великой русской журналистки, посвятив ей улицу или площадь в столице, где она была убита 6 лет назад.
Ad maiora.

20120305-185215.jpg

20120305-185230.jpg

20120306-165651.jpg

Omicidio Budanov: autorità russe parlano di "provocazione"

Quando nel 2006 fu ammazzata Anna Politkovskaja, il presidente Putin (a fatica, a Dresda, sua città d’azione come agente del Kgb) disse che la collega era sconosciuta in Russia e che dava più fastidio da morta che da viva.

In questi giorni hanno cercato, con un’operazione propagandistica, di mettere la parola fine alla claudicante inchiesta giudiziaria sul suo caso. L’arresto dell’ultimo dei fratelli Makhmudov dopo che sono andati assolti gli altri due, finirà o con un buco nell’acqua o con l’offerta ,in chiave elettorale, di un capro espiatorio.

http://andreariscassi.wordpress.com/2011/06/01/sara-davvero-il-killer-di-anna-politkovskaja/

Ieri è stato assassinato nel pieno centro di Mosca, l’ex colonnello Jurij Budanov, uno dei pochi militari condannato per crimini contro i civili in Cecenia. Uccise (e forse stuprò) Elsa Kungaeva, di diciotto anni, colpevole solo di essere cecena. Condannato a 10 anni, era uscito di cella dopo soli 8 anni e sei mesi.

Un killer gli ha sparato nel pieno centro di Mosca.

Il suo corpo non si è ancora completato che già uno dei portavoce del Consiglio della Federazione Russa, Alexandr Torshin, parla di dell’uccisione dell’ex colonnello (era stato radiato dal corpo dopo la condanna) come di “ una provocazione messa inscena per seminare discordie interetniche in Russia”. Invitando poi a  non trarre conclusioni affrettate e a non stabilire colpevoli senza processo.

Segnale che il regime perde colpi (ma non il vizio). Segni premonitori del fatto che anche in questo caso sarà difficile per investigatori e inquirenti indagare a fondo su questo ennesimo omicidio politico nella Russia di Putin.

Finiranno per accusare gli oligarchi riparati all’estero. Poi di un complotto: una buona via di fuga per non assumersi responsabilità.

Magari qualcuno alla fine verrà anche arrestato. Tra un anno si vota per chi siederà al Cremlino. Fuori dalle cui mura (ovviamente per gettare discredito sul Paese) si continua a sparare. Come fossimo a Mogadiscio,

Ad maiora.

Assassinato anche Budanov. Non si ferma la scia di sangue a Mosca

Assassinato a colpi di pistola in mezzo a una strada di Mosca. Si chiude così l’avventura terrena di Jurij Budanov, primo colonnello dell’esercito russo condannato per crimini contro l’umanità.

Mentre era di stanza in Cecenia, una notte, aveva preso con sé un manipolo di commilitoni ed era andato a casa Kungaev. Aveva rapita una ragazza diciottenne. L’avevano portata in caserma. Lì Elsa Kungaeva, forse per cercare di evitare lo stupro, era stata ammazzata dallo stesso Budanov. Era stata seppellita non distante dalla caserma e ritrovata il giorno dopo, grazie all’insistenza del padre e al coraggio di un generale.

Per salvare dalla condanna il colonnello Budanov ci furono manifestazioni fuori dal tribunale e parecchie dichiarazioni politiche. Il regime cercò di coprire quel gesto agghiacciante con perizie che ne dimostravano l’incapacità temporanea di intendere e volere.

Malgrado ciò (e grazie a una campagna di stampa sostenuta, in prima linea, come sempre da Anna Politkovskaja) Budanov era stato condannato a 10 anni di carcere. Solo per l’omicidio. Non per lo stupro (pure dimostrato dalle autopsie). Proprio su questa vicenda ho scritto il mio primo testo teatrale “Elsa (non è stata violentata)” che spero andrà in scena ad ottobre (grazie a un accordo Annaviva e LattOria).

Budanov ovviamente non si è fatto nemmeno i dieci anni di carcere per l’omicidio di una giovane innocente. E’ uscito di cella in anticipo, nel 2009, grazie alla buona condotta. A quel tempo mi dispiacevo che non ci fosse più viva Anna Politkovskaja per denunciare questo fatto. Ci pensò l’avvocato della famiglia Kungaev. Ma dopo la conferenza stampa in cui annunciava il ricorso alla giustizia europea contro tale scarcerazione, Stanislav Markelov era stato ammazzato a colpi di arma da fuoco. Con lui era caduta sotto i colpi del killer anche la giovane stagista della Novaja, Anastasia Baburova. La giustizia russa pochi mesi fa ha stabilito che sono stati assassinati da una coppia di neofascisti.

Ora anche Markelov ha fatto la stessa fine. Assassinato dopo aver lasciato lo studio di un notaio. Nel centro di Mosca. Come Anna, come Stanislav come Anastasia. Vittime di una catena di omicidi che speriamo siano finiti. Questa matrioska di morti ammazzati lascia infatti sgomenti.

Ad maiora.

Gli inquirenti russi hanno reso noto che Yuri Budanov, il colonnello dell’esercito russo accusato di aver ucciso una ragazza cecena, è stato assassinato nel centro di Mosca. Sembra che un assassino la cui identità non è ancora stata scoperta, ha sparato sei colpi contro Budanov non appena l’ex-colonnello era uscito dall’ufficio di un notaio in una delle vie centrali di Mosca. Quattro dei colpi lo hanno raggiunto alla testa, uccidendolo all’istante, e il suo corpo è stato trovato su un marciapiede vicino ad un parco giochi. La commissione d’inchiesta ha detto che l’assassino ha lasciato un fucile dotato di il silenziatore in un’auto mezza bruciata, trovata a diversi isolati di distanza dal luogo dell’omicidio. Vladimir Markin, portavoce del comitato investigativo, ha detto: “Questo omicidio è stato attentamente pianificato”. Budanov era stato condannato a 10 anni di carcere per sequestro di persona e strangolamento della 18enne Heda Kungayeva nel 2000 durante la guerra tra i separatisti ceceni e il governo federale.