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La giornata di calcio diventa un giallo. Alle stampe “Fischio finale”

A breve uscirà in libreria un’antologia giallistica alla quale ho dato il mio piccolo contributo. Si intitola “Fischio finale” ed è dedicata al calcio. E’ per i tipi della Novecento editore, cui affido l’incarico di svelare di cosa si tratti.

Ad maiora

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È la giornata conclusiva del prossimo campionato. Una domenica che solo a prima vista ospita le speranze dei tifosi – di salvezza o di vittoria. In dieci città italiane, ore 15, il fischio d’inizio genera invece dieci storie. In una giornata di incontri intensi, i dieci autori ci rivelano ambienti e situazioni originali, vite accomunate non solo dal calcio. I loro protagonisti, infatti, dovranno fare i conti con scommesse clandestine, tradimenti, spacci e omicidi. A Milano si svolge la storia di Tomas e Greta che, nella cornice di una situazione surreale, intreccia fraintendimenti di calcio e carne. A Bologna eccezionalmente gioca il Cesena contro la Fiorentina: è una scelta obbligata, una scelta che pesa come quella di Francesco Murer, il protagonista del racconto. Altra storia quella di Luca, ragazzo milanese a Roma, a cui del pallone non frega proprio nulla. E lui, che sta per entrare nel mondo dello spaccio di cocaina, nella giornata in cui ogni romano pensa al derby, si trova coinvolto in un’aggressione armata.

In un libro che rivela l’anima noir del calcio, il sangue è la macchia della partita più vera, quella giocata tra i personaggi delle storie di Bortolotti, Brun, Roversi, Gabrielli, Riscassi, Ferraris, Giulianelli, Coratelli, Veltri e della Briganti.

Perché vale la pena di leggere Fischio finale? Perché, per la prima volta, un’antologia ricca e composita smaschera come l’incertezza del calcio sia la stessa nebbia che circonda vite di persone a cui ancora tutto può succedere.

In secondo luogo perché, nel raccontarci le vicende più svariate, il libro lascia sospeso il respiro fino al novantesimo minuto e fa sentire ognuno come il tifoso che fino alla fine non sa come vanno le cose, chi sarà il vinto e il vincitore.

Infine perché, attraverso la prosa disincantata e schietta e gli incipit fulminanti, gli autori ci conducono con loro in campo.

3 anni di carcere per Ivan il Terribile

Ogni tanto la giustizia italiana finisce sui media internazionali anche se non si occupa di Berlusconi e dei suoi rapporti con le minorenni.

La notizia dei 3 anni e tre mesi di carcere cui è stato condannato Ivan Bogdanov, detto Ivan il Terribile, l’ultrà serbo che stette sulle balaustre del Ferraris di Genova incitando alla rivolta durante Italia-Serbia – e che fu riconosciuto il mattino dopo dagli agenti grazie soprattutto al tatuaggio con la data della battaglia di Kosovo Polje (1389) – ha fatto il giro del mondo.

Il giudice Annalisa Giacalone ha detto di aver accolto le richieste dei pm e parla di “sentenza equilibrata”. Il legale degli ultrà, Riccardo Dirella, ha dichiarato invece che gli assistiti sono in cella da cinque mesi e “se non fossero serbi sarebbero già usciti”.

Gli altri condannati sono Daniel Janjic, 28 anni, 2 anni e 8 mesi di carcere, Nicola Klickovic, 31enne, 3 anni di carcere e Srdan Jovetic, 20 anni montenegrino. 2 anni e sei mesi di carcere.

E’ possibile che i legali facciano richiesta di scarcerazione. Se accolta la pena verrebbe sospesa e loro espulsi.

La Serbia perse a tavolino 3-0 la partita contro gli azzurri interrotta da Ivan e soci. La nazionale serba ha poi perso in casa con l’Estonia (1-3) e pareggiato con la Slovenia (1-1). Ora la Serbia, con 4 punti, è quinta su una classifica di sei squadre. Gli azzurri sono primi con 10 punti.

Serbia-Italia si giocherà a Belgrado il prossimo 7 ottobre. Una data che per me vuol dire qualcosa ma che qui c’entra poco o niente.

Ad maiora.