Tag Archives: Francia

Simone Weil

La liberazione sarà rapida

Non c’è bisogno di un carro armato o di un aereo per uccidere un uomo. Basta un coltello da cucina. Quando tutti coloro che ne hanno abbastanza dei boia nazisti si leveranno insieme, mentre le forze armate infliggeranno il colpo decisivo, la liberazione sarà rapida. Bisogna solo stare attenti, fino ad allora, a non sprecare vite umane inutilmente e al tempo stesso a non cadere nell’inerzia, a non credere che la liberazione sarà compiuta da altri. Bisogna che ognuno sappia che un giorno avrà la responsabilità di prendervi parte e si tenga pronto.
Simone Weil, Sulla guerra
Ad maiora

La tv francese

La televisione francese nel 2013: un’analisi dell’offerta proposta, della regolamentazione legislativa e dei telegiornali

Come funziona la tv francese? Lo spiega, con dovizia di particolari la tesi (in discussione in questi giorni in Statale) di Lucia Bellezze, studentessa che ha approfittato del periodo di Erasmus per analizzare la televisione d’oltralpe.
La tesi parte dalle differenze tra la tv italiana e quella francese, per poi spiegare come sia diversa l’offerta dei nostri cugini anche in considerazione dell’esistenza della France d’Outre-mer che richiede una televisione e una programmazione ad hoc.
Viene quindi spiegato il funzionamento dei canali nazionali (da Tf1 a La Cinquième, da Canal Plus a M6) ma anche, appunto, di quelli d’oltremare (da Guadeloupe 1ère a Nouvelle Calendonie 1ere).
Interessante la parte in cui la Bellezze pone a confronto e analizza un periodo di tv italiana e tv francese. Anche in quest’ultima la prevalenza di politica nazionale toglie spazio al resto delle notizie. Là ci si basa molto su lunghe interviste, capaci di affrontare con più profondità gli argomenti trattati.
Il sensazionalismo comunque ha contagiato anche i colleghi francesi.
Insomma, strutture diverse per questi due mondi dell’informazione televisiva. Vicini, non solo geograficamente.
Ad maiora

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Per fermare il Pokemon di Putin

Repubblica due giorni fa raccontava dello sconcerto degli analisti inglesi che, in questi giorni, si sono visti franare tutte le loro teorie rassicuranti sulla Russia di Putin.
I carri armati alla frontiera ucraina e i continui interventi nel paese confinante sono lì a raccontare che l’imperialismo russo ha rialzato la testa.
Quando Anna Politkovskaja invitava i russi a non sottovalutare il conflitto ceceno, ammoniva: se lasciate che il regime si comporti così con una minoranza, i prossimi nel mirino sarete voi tutti. Così è stato. E quella democrazia che Putin invoca per i cittadini dell’est Ucraina è totalmente bandita per chi vive sotto Mosca.
Lo stesso si potrebbe dire della politica estera russa.
La comunità internazionale, dalla Cecenia in poi, ha concesso tutto al Cremlino, giustificando ogni azione, ogni provocazione. Ogni chiusura dei rubinetti del gas, ogni nuovo armamento.
E ora il pokemon di Putin è così forte da risultare quasi imbattibile.
C’è un quasi. Il cerchio magico intorno al presidentissimo è davvero ristretto. E ricco: 28 miliardi di dollari il patrimonio accumulato dal solo Putin, a sentire le più recenti stime.
Bloccate al cerchio magico i conti all’estero, sequestrate azioni e ville in Francia e Sardegna. Vedrete che torneranno a essere “democratici”. Per la gioia degli esperti di geopolitica. Anche quelli di casa nostra. Che scrivono su giornali, finanziati da Eni.
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L’inquietante quenelle

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In pochi giorni il video del comico francese Dieudonné che sostiene che il 2014 sarà l’anno della quenelle (saluto nazista al contrario) ha superato i due milioni di visitatori:

Merito anche del calciatore Anelka (e forse anche di Bosetti e del cestista Tony Parker) che esulta in quel modo dopo un gol:

In Francia le autorità hanno deciso di vietare gli spettacoli dell’artista che si definisce anti-sionista, ma che sta facendo proseliti nel paese e non solo:

Proprio in questi giorni è uscita la notizia che, anche per via della crisi, sono 3.000 gli ebrei francesi che nel 2013 hanno deciso di trasferirsi in Israele.

In Francia sono stati lanciati boicottaggi contro Fnac (che vende biglietti degli spettacoli) e contro gli show del comico francese: il prossimo sarà (o sarebbe) mercoledì a Nantes.
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Scilipoti su Le Monde, la Kyenge sulla Faz

DL OMNIBUS: FINITO ESAME ODG, STASERA VOTO FINALE CAMERA
Più Italia di quanto potessi supporre sulle pagine dei siti di informazione stranieri.

Scilipoti, sempre fedele agli esecutivi, è noto anche in Francia, altrimenti non si capirebbe come mai compaia nel titolo di un articolo di Le Monde.
Di politica italiana si occupa anche l’Independent che la legge in chiave economica: crisi più lontana, viste le difficoltà dell’impero berlusconiano.
La storia del ministro Kyenge (con le critiche e le speranze che suscita) campeggia invece sulle pagini digitali del Frankurter Allgemeine.
Venezia compare invece su più di un sito. Il Guardian si occupa delle nuove regole per le gondole dopo l’incidente mortale di qualche giorno fa.
I 70 anni del Festival di Venezia sono invece trattati dal Pais e sul Telegraph.
Chiudo con lo sport. La maglia rossa conquistata da Nibali alla Vuelta è in bella evidenza su El Mundo.
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