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“Ol pret di Bà” di Giorgio Fornoni

C’era mezza Ardesio (Bg) alla presentazione del documentario su Francesco Brignoli, parroco della frazione di Bani di Ardesio.

Il prete, morto nel 1934, è considerato un santo dalla povera gente, ma non è riconosciuto tale dalla Chiesa.

Il documentario (che dura 75 minuti) è stato realizzato da Giorgio Fornoni, giornalista giramondo che collabora con Report e che ha le sue radici proprio in Val Seriana.

Qui il suo saluto dopo la visione del film:

Ad maiora 

A Genova Vera ricorda sua mamma, Anna Politkovskaja

“Mia madre era una madre come tutte le altre. Una persona normale.” Le parole di Vera Politkovskaja a Palazzo Tursi a Genova mi hanno ricordato quelle dedicate a Giorgio Ambrosoli, uno dei nostri eroi borghesi. Per uno come per l’altra, non c’erano autorità ai funerali.
Per l’omicidio della giornalista russa siamo ancora in attesa di un processo che condanni i killer e soprattutto i mandanti. Vera (ospite della bellissima settimana genovese dei diritti, quest’anno dedicata ai Giusti) ha detto che la sua famiglia è fiduciosa che Rustam Mahkmudov, il ceceno arrestato qualche settimana fa, possa essere davvero l’esecutore materiale dell’assassinio. Per i mandanti siamo invece ancora lontani dalla verità.
Vera, come già disse a Milano quando venne ospitata da Annaviva e Gariwo, si è detta contenta dell’attenzione internazionale verso la figura di sua madre. In Russia non è purtroppo così.
Nadezhda Prusenkova della Novaja Gazeta, presente con Vera al dibattito (insieme a Leonardo Coen e Giorgio Fornoni) ha invece ribadito che il giornale di Anna non si ferma e continua la sua “battaglia” per il giornalismo libero.
Domani, 12 maggio, alle 11, Vera e Nadezhda saranno in piazza Vittoria qui a Genova per inaugurare – alla presenza del sindaco Marta Vincenzi – il locale Giardino dei Giusti.
Ad maiora.

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presentazione libro di Giorgio Fornoni

Giorgio Fornoni, un giornalista

Come fai a fare tutte quelle interviste? Quante lingue sai? È una delle domande poste ieri sera a Giorgio Fornoni dal pubblico che ha assistito (nella Libreria popolare di via Tadino a Milano, con Annaviva) alla presentazione del libro “Ai confini del mondo” (Chiarelettere editore).
“Li guardo negli occhi. Uso interpreti e li guardo negli occhi”. Una risposta nella quale si riassume la vita professionale di questo giornalista d’altri tempi. I tempi eroici di Barzini per intenderci. Fornoni, che per mantenersi ha fatto il commercialista, ha girato tutto il mondo per realizzare reportage (video), per raccontare guerre sconosciute, prepotenze delle multinazionali, Stati che si ergono a giudici supremi e ammazzano per legge. Fornoni – lo ha spiegato bene ieri sera- mette al centro del suo racconto per immagini le sofferenze umane, mostra il male perché ce ne si allontani. Ci fa vedere anche le stelle per farci capire che siamo piccola cosa e siamo anche ospiti in questo mondo.
Per anni, questa sorta di Kapuscinki italiano, è rimasto sconosciuto ai più. Molti dei suoi lavori sono rimasti non pubblicati. Dal 2000 (salvo per una pausa forzata da sindaco di Ardesio) lavora invece per Report (Rai 3). E ora grazie a questo libro (con DVD) si può leggere e vedere riassunta parte della vita professionale di questo collega. Molto più giornalista dei tanti che popolano l’assurdo Ordine professionale.
Ad maiora.