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Sportivo sarà lei, un libro per ricordare quanto ci manca Beppe Viola

L’introduzione della figlia Marina (sul concetto, pretesco, di chi non muore ma “scompare“) e il racconto di Giorgio Terruzzi (su ispirazione di Beppe Viola) da soli varrebbero la lettura di questo libro. Sportivo sarà lei, è una raccolta di scritti del grande giornalista Rai morto (non scomparso) nell’82, ma ancora ben presente a tanti di noi, perché parte della storia di Milano e del nostro paese (giornalistica e non solo).
Il libro è una raccolta di scritti del grande Beppe che si apre con una spassosa lettera all’ufficio del Personale Rai (Viola è diventato un simbolo, anche aziendale, ma a posteriori) e si chiude con una serie di racconti per vari giornali e riviste (o inediti). Con alcuni aforismi attualissimi, anche nell’era dei social: «I puntini di sospensione sono una grossa invenzione della scrittura. Quando uno non sa più che cazzo dire spara fuori i suoi bravi puntini di sospensione. Tutti belli in fila e, trac, sembra quasi che dica io lo so ma non lo dico».
Ho fatto un’altra orecchia al libro su una descrizione della Stazione Centrale di Milano, con impressioni che ho sempre avuto, ma mai così ben definite (seppure esagerate) come quelle di Viola: «Oggi vi voglio parlare della Stazione Centrale di Milano che è una delle cose più orrende mai concepite e realizzate dall’uomo. Eppure di cose brutte ne esistono. Beh, la stazione di Milano ha un suo pregio: quello di essere nettamente la più orrenda di tutte le altre stazioni del mondo. È una faccia brutta, sporca, lugubre, una faccia che mette tristezza, ma non quelle tristezza di maniera, come quelle dei poeti per esempio che sono sempre tristi per ragioni ufficio, nel senso che fanno un mestiere che non dà molte soddisfazioni e allora uno che fa il poeta deve per forza essere triste. No, quella della stazione Milano è una tristezzaautentica, tipo quella di chi non sa davvero dove andare a dormire e ha addosso un freddo cane». E chissà cosa scriverebbe oggi Viola della ristrutturazione fatta alla Centrale, con pochi posti a sedere, i tabelloni con Partenze e Arrivi distribuiti a caso e quelle scale mobili che ti fanno fare il giro vicino ai negozi, come negli autogrill che pure se vai a pisciare devi passare tra pasta tricolore e salumi insacchettati, prima di guadagnare l’uscita.
Ma torniamo a Beppe Viola e alle sue considerazioniilluminanti e che davvero sembrano scritte questa mattina: «Oggi non è più come una volta quando c’erano i buoni e i cattivi, i ricchi e i poveri, gli amici e i nemici. Biancaneve la strega, gli indiani e il generale Custer. Adesso ci sono i qualcuno e i nessuno che quando uno gli gridi in faccia: tu (virgola) non sei nessuno, si compie la discriminazione più crudele, anche perché in genere queste cose si dicono a chi non è veramente nessuno, tranne che per sua moglie che fa fa la sarta e crede che sia un pezzo grosso e allora lo chiama il mio Ciccio anche davanti gli amici, costringendolo ad arrossire un po’».
Chiudo sul calcio, perché era poi ciò che dava il pane a Beppe e alla sua (splendida) famiglia. Viola descrive come nasce la moviola alla DomenicaSportiva (grazie a HeronVitaletti e CarloSassi) nel lontano 1967. E descrive un episodio che mi ha fatto venire alla mente le recenti polemiche sul Var: «Per una breve stagione BrunoPizzul si alternava Sassi, scegliendo i pezzi, commentando in studio, sempre in diretta, le immagini. Ma Bruno non svolse mai volentieri l’ingrato compito di “spione”, soprattutto dopo quanto accadde una sera in relazione a Juventus-Cesena. L’arbitro aveva assegnato un rigore alla Juventus per fallo di Cera su Bettega. Pizzul mostrò la fase sul piccolo schermo illuminato e l’immagine fu spietatamente contraria all’arbitro. Cera non aveva nemmeno sfiorato l’avversario. Pizzul non disse nulla, limitandosi a riproporre la sequenza un paio di volte finché intervenne PaoloFrajese, allora conduttore della Domenica sportiva, che disse: “Ma allora. Bruno, e rigore o non è rigore? Avanti, dillo!”. Pizzul a quel punto era con le spalle al muro. “Per me-disse il gigante buono-non è rigore”. Successe il finimondo: “Ma come si permette quello lì di sindacare il giudizio degli arbitri?”, chiesero in coro Boniperti e Campanati. Polemiche a non finire, la Juventus rompe rapporti con la Rai, non concede più interviste, tantomeno le dirette. C’è voluto più di un anno per sistemare la faccenda, nel frattempo Bruno Pizzul andò da Sassi gli disse: “Per me basta così, vai pure avanti tu con quell’aggeggio…».
Chissà cosa scriverebbe oggi Beppe Viola del Var e della morte (non la scomparsa) di Biscardi. Ma anche di Battisti in Brasile o dell’indipendenza catalana… (metto i puntini di sospensione perché non ne ho proprio idea!)

Ad maiora

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Beppe Viola
Sportivo sarà lei
Quodlibet
Roma, 2017
Pagg. 239
Euro 17

Da Cicciolina alla Costa Concordia, mentre Thuram viene accusato di violenza domestica

CicciolinaQualche notizia “italiana” qua e là sui quotidiani stranieri online.
L’unico che questa mattina apre con un post sulla penisola è il Miami Herald che racconta dell’operazione per raddrizzare la Costa Concordia, che prenderà il via lunedì.
Il blog di Le Monde dedicato al Bel Paese dedica invece la sua attenzione al ritorno di Cicciolina.
Più interessante, a mio avviso, lo stop all’importazione di pollame e uova italiane deciso dalle autorità elvetiche per cercare di fermare l’aviaria. Ne riferisce il Corriere del Ticino.
Chiudo con le notizie sportive o che riguardano sportivi che abbiano legami con l’Italia. La prima, triste, concerne l’ex difensore di Parma e Juve Lilian Thuram accusato di violenza domestica. La storia sul calciatore (ambasciatore dell’Unicef) campeggia su Le Figaro.
Al Arabiya racconta invece la storia della relazione tra Aida Yespica e il calciatore (islamico) Özil.

Nella giornata di Inter-Juve chiudo con Palacio che trova spazio sull’argentina Nacion.

Ad maiora

Il body language di Mou e quello di Seedorf

Jose Mourinho reacts during their English Premier League soccer match against Hull City in LondonSarà che è lunedì e che quindi l’attenzione dei più è concentrata sul calcio, pur essendo agosto. Sarà che in Italia non accade nulla che possa interessare il resto del mondo. Ma, per quanto riguarda il nostro paese, ho trovato solo notizie calcistiche sui siti stranieri.

Ieri c’era la Supercoppa, stravinta dalla Juve contro la Lazio. Sull’argentina Nacion si sottolinea come i bianconeri abbiamo vinto con un gol di Carlitos Tevez. Era l’ultimo dei quattro rifilati ai biancoazzurri.
El Mundo, parla di un titulo come aperitivo, pregustando già un anno di successi bianconeri.
Rimaniamo il calcio ma spostiamoci ai personaggi più o meno italiani che frequentano altri campionati. Mourinho vince nel suo ritorno in terra inglese, ben accolto dal pubblico del Chelsea come sottolinea El Pais. Il Guardian analizza il body language degli allenatori, partendo ovviamente da Mou.
A proposito di allenatori, penna bianca Ravanelli, lo racconta Le Figaro, stasera porta il suo Ajaccio a Parigi.
Rimaniamo nell’ambito di ex, con Seedorf che litiga in mezzo al campo con un suo compagno del Botafogo. Lo racconta il brasiliano Globo.
Infine sul New York Times, in barba alla crisi, una Ferrari all’asta, per 27 milioni di dollaroni. Mah.
Ad maiora

Zapping mondiale. Dalle staminali alle scuse di Pirlo

Pirlo
La marginalità italiana è dimostrata dal disinteresse mondiale per chi governerà a Roma. Ho trovato solo il Frankfurter Allgemeine su saggi e dintorni.

Per capire come si vota nel resto del mondo basta attraversare il confine e andare a Lugano, sul Corriere del Ticino. Per le comunali del 14 aprile, urne già aperte da ieri per chi lo richieda. Per la cronaca (o meglio per i sondaggi del Giornale del popolo) sarebbe in crescita la Lega dei Ticinesi.

El Pais si occupa dell’Italia con un’inchiesta sui bambini che non possono essere curati con le staminali.

Al Jazeera invece delle tensioni diplomatiche tra Serbia e Kosovo. Mentre La Nacion parla dell’alluvione che ha colpito l’Argentina.

La sconfitta della Juve ieri sera contro il Bayern viene titolata in italiano dalla Taz. Sul Times of Malta (sull’isola ci sono molti tifosi juventini, a dispetto di quanti seguono la Premier League) le scuse di Pirlo per la brutta prestazione.

Chiudo col Guardian. Domenica a Milano si corre la maratona. Qui un video nel quale si provano vari tipi di scarpe per correre al meglio.
Ad maiora

Ilicic, lo slavo del sud che segna per il Palermo

Josip Iličič, classe 1988, è il protagonista della buona partenza del Palermo in questo campionato italiano.

Il giovane centrocampista è nato a Prijedor, cittadina della Repubblica Srpska, non lontana dal campo di concentramento di Omarska. A un anno, dopo la morte del padre, la sua famiglia si è spostata a Kranj, in Slovenia (la città che ha dato i natali a Gregor Fučka, protagonista più di due lustri fa dell’ultimo scudetto milanese nel basket).

La famiglia del calciatore è di origini croate e lui anche qualche mese fa ha ribadito che avrebbe giocato con la nazionale slovena (“è tutta la vita che abito qui”.

Iličič, chiamato Jojo, è stato notato dai dirigenti del Palermo dopo una sfida europea col Maribor, dove il ragazzo giocava. Segnò pure nel 3-2 degli sloveni.

Subito scritturato, Iličič si è messo in luce con gol all’Inter, alla Juve e alla Fiorentina.  In queste due ultime partite, lo slavo del sud, ha contribuito alle vittoria dei rosanero.

Ad maiora.

A Mitrovica scontri etnici anche per il tennis

Qualche post fa raccontavo del fatto che il neojuventino Krasic (oggi autore di un assist nel momentaneo 2-1 per la sua squadra, che poi finirà per pareggiare per 3-3 con la Samp) fosse un serbo di Mitrovica. La cittadina kossovara e’ divisa in due dal fiume Ibar che separa le due comunità: la serba a nord, l’albanese a sud.
Nelle ultime ore, eventi sportivi hanno fatto da detonatore per nuovi scontri interetnici che hanno provocato sei feriti (tra loro, un poliziotto francese).
Si e’ iniziato dopo la sconfitta serba nella semifinale mondiale di basket maschile che si e’ giocata a Istanbul. Finisce 83-82 per la Turchia (guidata dal mitico Tanjevic) che vince grazie a una canestro di Tunceri a 5 secondi dalla fine.
I serbi tra poco sfideranno la Lituania mentre i turchi se la vedranno, in finale, con i quasi imbattibili statunitensi.
Un evento sportivo che ha provocato reazioni nella città divisa in due. Centinaia di giovani albanesi sono scesi in strada per festeggiare la sconfitta serba (e la vittoria turca, erede di quell’impero che li islamizzo’). Si sono schierati lungo il fiume a scandire slogan anti serbi. Dall’altra parte non se lo sono fatto dire due volte e si sono messi, a loro volta, lungo la “loro” sponda del fiume. E’ iniziata una sassaiola, seguita da un tentativo di gruppi di albanesi di attraversare il fiume e raggiungere il settore avversario. Respinti dai serbi e dalla polizia, locale ed europea.
La calma e’ durata solo poche ore. Nel cuore della notte la vittoria del tennista serbo Novak Djokovic che agli Us Open ha battuto lo svizzero Roger Federer (e che se la vedrà in finale con lo spagnolo Rafa Nadal) ha scatenato nuovi incidenti.
E’ stata infatti la volta dei giovani serbi a scendere in strada a festeggiare la vittoria del loro “compatriota” e a inneggiare alla loro madrepatria. Gruppi di albanesi hanno iniziato una fitta sassaiola. Gli scontri sono stati bloccati dall’intervento della polizia europea (la missione si chiama Eulex) che ha sparato lacrimogeni.
Stanotte la finale tennistica negli Usa potrebbe provocare nuovi incidenti sia che vinca il serbo sia lo spagnolo (paese che, per timore della secessione basca, non ha riconosciuto l’indipendenza di Pristina).
Scontri “sportivi” che nascondono tensioni politiche dopo che Belgrado ha avviato trattative con Bruxelles sull’indipendenza del Kosovo (divenute inevitabili dopo che la Corte di giustizia internazionale non l’ha giudicata illegale).
Al momento il Kosovo e’ riconosciuto da 69 stati su 192 rappresentati all’Onu e da 22 su 27 della Ue.