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Se l’informazione è pubblicitaria (tesi)

Qual è il confine tra informazione e propaganda in tv? E’ la domanda, affatto pellegrina, che si è posto Francesco Morzaniga per una tesi in discussione ieri alla Statale di Milano.

Morzaniga ha cercato, in partenza, di definire i confini tra i due ambiti, tracciando una definizione su a cosa serva il giornalismo e a cosa  – invece – serva la pubblicità. I due ambiti nono devono, o meglio non dovrebbero coesistere.

La tesi spiega come invece i due ambiti finiscano per confondersi, partendo dagli Stati Uniti (dove ha origine ormai tutto ciò che riguarda le immagini in movimento) e arrivando alla Russia di Putin, dove gli spot politici utilizzano (facili) richiami sessuali.

Non è stata tralasciata nemmeno la propaganda mondiale che portò alla guerra in Iraq, ma anche le bufale fatte circolare, dai tempi di Timisoara fino alle (finte) fosse comuni in Libia.

Morzaniga affronta anche tematiche italiane, dalle campagne elettorali vinte grazie alla propaganda (di solito sul tema sicurezza o su quello delle tasse) fino alla bufala dell’assalto degli ultrà napoletani al treno.

Senza dimenticare Berlusconi, assolto dal Tg1.

La tv, sostiene giustamente il tesista è la “rondella più adatta al funzionamento dell’ingranaggio” della propaganda, proprio grazie all’infotainment. Fermare questa tendenza è assolutamente necessario. “Difficile , però, che il problema si possa risolvere senza l’aiuto di una classe giornalistica conscia del problema stesso e della stessa importanza di risolverlo.”

Parole di Morzaniga che sottoscrivo, come giornalista prima che come professore a contratto.

Ad maiora

La #Carpatair e quel pregiudizio verso i #romeni

Ora che la procura di Civitavecchia ha aperto un’indagine contro Alitalia per frode si rialzerà forse quell’ondata di xenofobia che ha fatto seguito all’incidente aereo di Fiumicino.
La Carpatair ha provato, con un comunicato a far presente che non è la compagnia di scappati-di-casa che è stata dipinta in questi giorni.
Ma c’è troppo rumore perché si possa sentire chi non urla.
E d’altronde l’ex compagnia di bandiera (italiana) che sbianchetta i loghi ha fatto apparire quel velivolo quasi come fosse stato rubato.
Tra i tanti servizi che abbiamo visto o letto, per ora mancano quelli che ci raccontino, magari con qualcuno inviato in Romania, cosa sia la compagnia con sede a Timisoara.
Personalmente ci ho viaggiato e non ricordo nulla di drammatico o di particolarmente approssimativo.
Ma forse non sono abbastanza provinciale. E penso che i romeni siano europei come me.
Ad maiora

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La nazionale serba affidata a una leggenda della Stella Rossa

“Non cambiero’ troppo la formazione di Radomir Antic”, queste le prime parole del nuovo allenatore della nazionale serba Vladimir Petrovic, messo in sella due giorni fa dopo l’esonero di Antic.

Ai Mondiali sudafricani la Serbia era partita bene, battendo la Germania, ma era poi miseramente affondata, non superando il turno di qualificazione. Ne’ piu’ ne’ meno come la nazionale azzurra. E infatti Lippi e’ stato cacciato su due piedi (persino prima dell’eliminazione, a dire il vero).

Antic era stato invece riconfermato, ma sotto schiaffo, una mannaia pronta a scattare al primo errore. La Serbia e’ nello stesso girone di qualificazione degli Europei dell’Italia. Ha battuto le Far Oer e poi ha pareggiato (1-1) con la Slovenia. Tanto e’ bastato per far licenziare Antic. La nazionale serba ora affrontera’ prima l’Estonia e poi l’Italia e sara’ guidata da Petrovic.

Classe 1951, belgradese, Petrovic e’ uno dei tanti ottimi prodotti della Stella Rossa di Belgrado. In quella formazione ha militato per 10 anni, giocando piu’ di 500 partite, segnando 49 gol, vincendo quattro campionati jugoslavi. E’ stato eletto nel 1980 miglior giocatore serbo dell’anno.

Come allenatore Petrovic non vanta gli stessi successi. Ha vinto, sempre con la Stella Rossa, la Coppa dei Campioni, ma era vice allenatore (a Bari, contro l’OM, che aveva eliminato il Milan di Sacchi). Ha poi guidato la nazionale Under 21 (sconfitta dall’Italia nella finale degli Europei 2004), e la squadra cinese del Dalian Shide. Dopo aver vinto il campionato nazionale con quella squadra, e’ stato messo alla guida della Cina, esonerato dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2010.

Tornato alla Stella Rossa vi e’ rimasto una sola stagione per approdare al Timisoara.

Ora gli affidano della Nazionale. Una nuova – ardua – scommessa per una delle leggende serbe del calcio. E forse non e’ vero che non cambiera’ niente nella squadra. Sembra pronto a richiamare in servizio Vladimir Stojkovic.