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Una madre per sempre

Conosco Giuliana Gambuzza da qualche anno, essendo stato il suo tutor televisivo alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. E ho letto il suo primo romanzo con la curiosità della scoperta di un Lato B che al Master mi era rimasto ignoto. Della capacità di scrittura di Giuliana ero già edotto. Ciò che non potevo immaginare che fosse in grado di immaginare e raccontare una vicenda narrativa tanto dura come quella di “Una madre per sempre“. È la storia di una giovane donna che ha vissuto con sofferenza la separazione dei suoi genitori, e soprattutto l’assenza del padre, co-protagonista della narrazione. Che viene raccontata dalla Gambuzza seguendo parallelamente i pensieri di lui e di lei. Amari entrambi soprattutto sul peso dei vincoli famigliari: «Alla fine anche tu verrai contaminato dallo squallore della tua famiglia, zittito dai suoi silenzi. L’hai imparato da piccolo e ai tuoi piccoli lo insegnerai. Provaci a spezzare il cerchio se hai la forza, provaci».Il padre, che tradito dalla madre, deve lasciare la casa e la figlia (salvo ricostruirsi, come spesso accade, una vita di riserva) indossa le vesti del perdente: «Ogni tanto ho dei ricordi, quelli sì. Con il loro bel corredo di nostalgia, rimpianti, pentimenti, avrei potuto e non l’ho fatto, avrei potuto evitare ma l’ho fatto lo stesso, stringimenti di cuore e cose del genere. Ricordi, insomma. Poi, niente: a che serve lottare contro i ricordi? Perderei comunque. Non che mi dispiaccia perdere, sia chiaro, anzi: sono uno specialista in questo. Falliti, ci chiamano. Falliti che però continuano a stare a galla».

La figlia,non meno condizionata dall’inizio azzoppato della propria esistenza, rinuncia a diventare madre a sua volta e attraversa anche una pesante anoressia: «Non è vero che è la vita a guarirti, non è vero che solo tu puoi decidere di salvarti. Non è vero neanche che dall’anoressia si guarisce. Si può uscirne sì, e io ho avuto questa fortuna. Però è sempre lì, un fantasma che diventa di carne quando stai male per qualche motivo. E anche se hai smesso di contare le calorie, ci sono sapori che dimenticherai e il valore di te come persona sarà espresso in chili più di quanto non lo sia per gli altri».

Giuliana a Gambuzza ha, vestendo i panni della protagonista, un giudizio molto severo sulla genitorialità, molto cambiata in questi anni (spesso molto forzata ed esibita) e proprio sulle tante tipologie di (distruttivi) padri e madri scrive la pagina più bella del libro: «I genitori per caso, i genitori per scelta, i genitori per sbaglio, i genitori costretti dal partner, i genitori costretti dai loro genitori, i genitori cloni perfetti di chi vive in questa società, i genitori del desiderio, i genitori biologici, i genitori che si trovano in casa figli di qualcun altro, i genitori che non sanno di esserlo, i genitori affidatari e quelli adottivi, i genitori che fanno solo i genitori, i genitori che lavorano, i genitori che si ritrovano in casa i loro marmocchi come estranei, i genitori pieni d’amore, i genitori dai negli ideali, i genitori che si sentono diversi dai loro genitori e i genitori che sperano di fare anche solo una parte del bel lavoro di mamma e papà, i genitori che non vedono l’ora di insegnare ai figli a calciare un pallone o a mettersi il rossetto, i genitori che vorrebbero ma non possono esserlo, i genitori che ogni volta che ricordano l’odore dei loro figli quando erano neonati piangono, i genitori che sono scappati, i genitori che hanno fatto finta di rimanere, i genitori con i piedi in tante famiglie. Sogno un mondo in cui a questi genitori, a tutti loro, venga chiesto di recitare il principio della medicina che porta il nome di Ippocrate. Me li immagino in fila, con la mano sul petto in un gesto solenne, a ripetere uno dopo l’altro: “Primum non nocere”. Prima di tutto non fate male ai vostri figli, a fare loro del bene ci penserete poi, se vi resteranno le forze, se mai ne sarete capaci».

Insomma un romanzo d’esordio davvero ben fatto, capace di farvi immedesimare con questa storia. Pensando: la mia esperienza è differente… Anche se a volte è solo una pia illusione.

Ad maiora 

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Giuliana Gambuzza 

Una madre per sempre 

Robin Edizioni

Torino, 2017

Pagg. 150

Euro 10