La figa? Non nel listino

«Anche a me piace la figa», è uno dei passaggi di un comunicato stampa che mi è arrivato stamattina. Ovviamente tra i cento e passa che ogni giorno invadono la mia casella mail (compresi quelli – insopportabili – che chiedono la conferma della lettura), questo mi è saltato all’occhio e si è fatto leggere.  Si decide  il listino formigoniano e il comunicato della “figa” a quello si riferisce. È di Roberto Jonghi Lavarini esponente di “Destra per Milano” ed esponente della Pdl che critica l’ipotesi di inserire Nicole Minetti (la “figa” appunto) nel listino bloccato del presidente Formigoni.

Scrive (forse buttando l’occhio allo spogliarello durante il Festival di Sanremo): «Anche a me piace la figa e, pur essendo marito fedele, apprezzo le belle donne, ma la Politica è un’altra cosa: manifestazioni, cortei, dibattiti, volantini, manifesti, valori, idee, proposte, confronto, passione, sacrificio, amore, lotta, lavoro, sudore, sangue e colla! La candidatura della signorina Nicole Minetti, contro la quale non ho assolutamente nulla di personale (anzi…) ,è uno schiaffo alla militanza ed alla meritocrazia», prosegue il comunicato che non sto a citare ulteriormente.

Parole sacrosante abbinate però a quel termine (molto milanese peraltro) che ora viene sdoganato anche nei comunicati stampa. E francamente non mi sembra un’evoluzione né che si ipotizzi quella candidatura né che la osteggi con questi toni.

Quando qualche giorno fa era apparso sui giornali l’ipotesi che Nicole Minetti, igienista dentale che ha curato Silvio Berlusconi dopo il lancio del piccolo Duomo, fosse candidata, mi ero chiesto cosa avesse colpito l’immaginazione del premier. Jonghi Lavarini me lo ha fatto capire senza giri di parole. Come la foto della giovane (fatta circolare ad arte ) nella quale la parte del corpo coperta è inferiore a quella scoperta. Alla fine magari la Minetti non sarà candidata. Ma la parità dei sessi avrà fatto lo stesso un altro passo indietro.

Ad maiora