Il saluto di Brevik e quello de L’onda

Entra ammanettato. Sorride.
Poi si esibisce in quel saluto che molti media hanno definito fascista o nazista. Ma che è fatto col pugno chiuso.

Così Andreas Brevik ha fatto il suo esordio nel processo per la strage di Oslo. Dove si dovrà decidere se è incapace di intendere e volere. Lui, assassino reo-confesso, non riconosce la corte e chiede l’assoluzione per aver ucciso giovani “attivisti” di sinistra.

Le immagini di Brevik mi hanno riportato alla mente quel bel film che è L’onda di Dennis Gansel:

Chi non è con noi, è contro di noi.
Il resto viene di conseguenza.
Ad maiora.

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