Masha Gessen, nel suo “Putin, l’uomo senza volto” (Bompiani), parla di “una sorta di rimorso rivoluzionario” che si vive in Russia.

Ed è un rimorso che in questi giorni che anticipano la festa del 9 maggio – vittoria sovietica contro il nazismo, festa molto sentita in Russia – è ben visibile.

In tutti i negozi, ma anche sui muri di Mosca, si vedono manifesti che inneggiano alla vittoria.

Sono quelli che la Gessen chiama “simboli del nazionalismo sovietico”, che Putin ha rispolverato.

Qui una carrellata di immagini, di poster, di murales.

Ad maiora

# # # #

8 maggio 2012