Chi tifa le grandi squadre non capisce noi tifosi delle piccole. Snobbati in dialoghi così: per che squadra tifi? “Bari”. “Ok, Bari e poi? L’alternativa è: ok, Bari, ma di serie A”: “Bari, solo Bari”. L’altro a quel punto fa due cose: o fa finta di niente, pensando che ostento paraculaggine, o appunto mi prende in giro. Allora sale la rabbia, ormai pienamente controllata da anni di esperienza. Perché c’è una cosa che il tifoso di una piccola squadra detesta più delle altre squadre: l’idea che ci siano altri che si spacciano per tifosi della sua squadra, ma che in realtà la usano per mascherarne un’altra. Grande, ovviamente. Doppiofedisti, che non sono diversamente tifosi. La verità è che non sono per niente tifosi. (…)

Oggi c’è un burrone, l’impotenza. E ora? Dove andiamo? Che facciamo? Chi siamo? Qualcuno metterà dei soldi, sì ma per cosa? E quale sarà il progetto? Chiedi perché non hai risposte. E infatti io non so niente di tutto questo e non so neanche se è importante, adesso. Qualunque sia il domani, senti solo l’ultima strofa di quella canzone: “Canto, vivo per te… io non mollerò… Sono biancorosso è mai ti lascerò “.

Beppe Di Corrado, Lamento del tifoso fallito, Il Foglio quotidiano, 21 luglio 2018

(letto su una spiaggia leccese, dove i ragazzini irridevano un coetaneo -barese, la cui squadra è appena fallita- al coro: Tanto già lo so che l’anno prossimo giochi con il Nardò”)

(Letto tutto il Foglio oggi. Davvero tanti spunti, approfonditi e interessanti. Checché ne dicano alcuni che attualmente si trovano a Palazzo Chigi)

Ad maiora

21 luglio 2018