Salvini a Varsavia gioca duro. E può vincere

La politica europea non esiste: è la prospezione delle politiche nazionali su una piattaforma continentale, dove a regnare sono sempre e solo gli interessi (leggasi egoismi) dei singoli paesi membri. Così, forse banalmente, la visita a Varsavia del Ministro dell’Interno Matteo Salvini è stata analizzata dalla maggior parte dei media polacchi. Tralasciando le opinioni dei media allineati col partito di governo, il conservatore PiS (acronimo polacco di “Diritto e Giustizia”), e quelli più vicini all’opposizione moderata, il messaggio che esce dalla breve permanenza di Salvini in Polonia è la presenza di un giovane leader ambizioso e spregiudicato in cerca di legittimazione europea.

Infatti, da considerare non è tanto la visita di Salvini al suo omologo Joachim Brudziński, il Ministro dell’Interno polacco, bensì il suo incontro con il leader del PiS, Jarosław Kaczyński, al quale Salvini ha partecipato come leader della Lega.

Come sottolineano i media polacchi, l’incontro tra due capi di partito ha inteso avviare un rapporto di collaborazione tra Lega e PiS in vista delle elezioni europee di primavera. Infatti, non è un mistero che Salvini stia promuovendo un vasto schieramento di forze sovraniste ed euroscettiche che, includendo il Fronte Nazionale della LePen in Francia, così come altre formazioni di destra in altri Paesi UE, dovrebbe sfidare la coalizione delle forze moderate filo-europee rappresentate da Merkel e Macron e, più in generale, dall’asse Franco-Tedesco. Il PiS, con la sua forza politica in Polonia, rappresenta un tassello fondamentale dell’europrogetto di Salvini.

Riguardo alla possibilità di successo dell’operazione Salvini, i media locali hanno reagito con differenze di vedute sostanziali. Alcuni analisti ritengono che il matrimonio politico tra Salvini e Kaczynski sia impossibile. Secondo costoro, se da un lato la retorica anti-europea ed anti-immigrazione, così come la promozione di un’Europa delle Nazioni, accomuna Lega e PiS, restano tuttavia due nodi importanti da sciogliere affinché il matrimonio politico possa celebrarsi.

In primis, la caratura politica di Salvini è giudicata da molti conservatori polacchi come insufficiente ad affidare al leader del Carroccio le redini di un progetto europeo. Ministro degli Interni da neanche un anno, senza esperienza da capo di governo o amministratore di enti locali, Salvini è giudicato ancora troppo inesperto per dettare la linea ai conservatori polacchi. Salvini, del resto, non è riuscito ad includere nel suo progetto sovranista il premier ungherese Viktor Orban, che, nonostante una piattaforma ideologica vicina a quella della Lega, ha preferito rimanere tra le fila del moderato Partito Popolare Europeo della Merkel.

Inoltre, degna di considerazione è la personalità dello stesso Kaczynski. Professionista della politica di lungo corso, Kaczynski, secondo indiscrezioni, avrebbe persino proposto a Salvini di essere lui a guidare del progetto sovranista per le prossime europee.

Con Putin. Ma anche con Kaczynski

Il secondo nodo riguarda la politica estera. Famoso per le sue visite a Mosca con tanto di magliette celebrative del Presidente Putin, Salvini si è contraddistinto per una politica estera decisamente filo russa, al punto da legare la Lega al partito di Putin, Russia Unita, con un accordo di collaborazione. Al contrario, la maggioranza dei conservatori polacchi, Kaczynski in testa, giudica la Russia di Putin il principale pericolo per la sicurezza nazionale della Polonia e, più in generale, della Comunità Euroatlantica.

Proprio la controversa personalità di Kaczynski, tuttavia, alimenta la tesi di quegli analisti che, invece, ritengono che l’incontro tra Salvini e il leader del PiS sia il primo passo di una lunga e prosperosa collaborazione. Tali fonti, infatti, sottolineano come Kaczynski stia da tempo osservando Salvini, e ritenga la sua parabola politica in netta ascesa, destinata a portarlo, a breve, alla guida del governo.

Inoltre, secondo i sondaggi, la Lega potrebbe diventare il secondo gruppo più numeroso al parlamento europeo dopo i cristiano democratici tedeschi. PiS, dal canto suo, sarebbe il quarto più numeroso e, in seguito alla Brexit, starebbe cercando partner di coalizione a seguito dell’uscita dal parlamento europeo dei Tory britannici. Una potenziale alleanza al parlamento europeo con la Lega conferirebbe a Kaczynski dei numeri importanti per stroncare la già debole opposizione interna, che vede nella sua sua attuale folta presenza al parlamento europeo lo strumento più efficace per contrastare le politiche del PiS.

Chi si oppone ai sovranisti?

Se, manzonianamente parlando, il matrimonio tra Salvini e Kaczynski s’ha da fare oppure no sarà una questione di tempo. Certo è che la grande risonanza mediatica che ha accompagnato, e seguito, la presenza di Salvini a Varsavia lascia la porta aperta a speculazioni di ogni tipo, e dovrebbe far suonare un forte campanello di allarme presso le forze moderate che intendono opporsi alla nascente coalizione sovranista.

Queste ultime, come dimostra la candidatura a capo della Commissione europea di personalità divisive e con qualità insufficienti da rigettare l’accusa di essere padre della “casta degli euroburocrati”, sembrano tuttavia ancora sottovalutare il fenomeno Salvini: apprezzato da Trump, e sempre più popolare in gran parte delle capitali europee.

Matteo Cazzulani

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10 Gennaio 2019