Recensisco i libri di Alessandro Robecchi da Piovono Pietre. Era il 2011, due o tre ere geologiche fa. Nel frattempo Robecchi si è messo a scrivere gialli ambientati a Milano. Uno più bello dell’altro. In Torto Marcio avevo trovato qualche forzatura che invece in questo “I tempi nuovi” scompaiono senza lasciare alcuna traccia.

La storia questa volta è più complessa e se anche a un certo punto si immagina chi siano i protagonisti nascosti, il finale riserva sorprese che ti fanno aspettare con ansia il prossimo libro di Alessandro (Ale, scrivi di più…!).

Ma facciamo qualche passo indietro, anche per chi non conosce il tipo di scrittura di Robecchi. È un giallo sì, ma si ride. Risate amare come i “tempi nuovi” che stiamo attraversando (che così nuovi poi non sono…): «Che ore sono? Le sette, incredibile, è come svegliarsi il quarto o quinto giorno della Creazione: i pesci ci sono già? E gli ananassi?».

Il libro racconta una storia alla Breaking Bad, con ex buoni che diventano cattivi. Perché i tempi sono cambiati: «I parametri sono saltati, le regole, le casistiche. Tutto sballato. Tu sai che io sto là in periferia, vero? Non è più come prima. Prima lo sapevi chi erano i delinquenti e chi le brave persone. Poi, non so com’è successo, si sono mischiati. Fai una vita di merda e pensi che più avanti sarà peggio, per te e per i tuoi figli…e intanto vedi i farabutti che cadono in piedi. Il confine è sottile, lo sai? (…) Le brave persone a un certo punto capita che non ce la fanno più a fare le brave persone».

Robecchi conosce Milano metro per metro. Persino zone e vie a me care: «Sono arrivati, lei scende a un incrocio di via Lomazzo, dove finisce la grande città cattiva e comincia Chinatown. Se entri lì puoi farti riparare il telefono e mangiare i wonton più buoni del mondo, persino contemporaneamente, se hai fretta. Cinesi quanto vuoi, ma siamo sempre a Milano, eh!». Ma la conoscenza della città italiana più europea non è solo “geografica” ma anche sociale. Perché se Robecchi ambienta i suoi gialli a Milano è perché qui non manca mai materiale su cui lavorare: «Conoscete questa città, vero? Beh, a me piace. Mi piace quello che si vede, e ancor di più quello che non si vede. Milano galleggia su un mare sotterraneo di soldi, correnti, onde, flussi di soldi, milioni ogni giorno. Tutti i traffici sono qui, gli affari migliori, e chi non fa affari qui pensa che qui sia facile farli, o pulire i guadagni…».

Qui i ricchi e potenti sono davvero tali. E chi vive da queste parti deve imparare a convivere con regole non scritte ma sempre efficaci: «Carlo ha imparato da tempo come comportarsi a quei gradini della scala sociale. Mai stupirsi, mai trasecolare davanti a un lusso, o a un’ostentazione. Se entrassero schitarrando dei mariachi messicani col sombrero alzerebbe appena un sopracciglio e direbbe: “Ola, Pedro!”. È una questione di principio non dare soddisfazione a chi vuole stupirti con effetti speciali».

Ho cercato di non spoilerare (peraltro questi libri sarebbero ottimi spunti per una serie tv ) ma spero di avervi incuriosito. Spero che questo libro piacerà a voi come è piaciuto a me.

Ad maiora

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Alessandro Robecchi

I tempi nuovi

Sellerio

Palermo 2019

Pagg. 428

Euro 15






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24 Marzo 2019