Cracovia – Il Presidente uscente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, dovrà fare le valigie molto ma molto in fretta se vorrà dare una scossa ad una politica polacca oramai in totale controllo del suo storico avversario, Jarosław Kaczyński, il cui partito, il conservatore Diritto e Giustizia (PiS), ha stravinto le elezioni parlamentari di Domenica, 13 Ottobre.

Euroscettico, portatore di ideologie vicine al clero conservatore, fautore di politiche di destra sociale, PiS è diventato la prima forza politica dalla caduta del comunismo capace di confermarsi alla guida del governo e aumentare consensi allo stesso tempo.

Oltre a politiche condite di retorica nazionalista, iper conservatrice, critica di Europa, migranti e Diritti Civili -tanto care allo zoccolo duro elettorale del partito: pensionati, popolazione rurale e cattolici praticanti- PiS ha stravinto grazie ad una manovra fiscale basata su un meccanismo di distribuzione delle risorse statali come bonus per la messa al mondo di nuovi cittadini. Dapprima riservata alle famiglie a basso reddito con almeno due figli, la “500+” (così è stata nominata tale manovra) è stata estesa a tutte le famiglie con figli: un’operazione, più politica che demografica, che, come evidenzia il risultato finale, ben ha fruttato a Kaczyński e al suo partito.

Tuttavia, commentare il risultato elettorale come merito della sola strategia di Kaczyński sarebbe un giudizio parziale. Occorre, infatti, considerare la quasi assenza di un’opposizione seria e responsabile, capace di formulare proposte alternative a quelle di PiS, anziché scimmiottarne i contenuti con la speranza di sottrarre voti al Governo in carica.

La Coalizione Civica, seconda forza in parlamento, composta da partiti di centro-destra più i Verdi, ha incentrato il suo messaggio elettorale su una mera critica a PiS come partito anti-Europa, senza tuttavia riuscire a proporre misure concrete per correggere la “500+”, né mobilitare i piccoli-medi imprenditori: tradizionale bacino elettorale della Coalizione. Il leader della Coalizione, Grzegorz Schetyna, è apparso quasi sollevato all’idea di restare all’opposizione per i prossimi 4 anni: zero responsabilità, poltrona garantita, e carriera politica personale che continua (senza lode e senza infamia).

Decisamente migliore è la performance della coalizione di Sinistra, guidata dall’ex Sindaco di Słupsk, Robert Biedron. La terza forza parlamentare, pur soffrendo lo svantaggio di correre in un paese tradizionalmente conservatore, ha saputo proporre un programma basato su Diritti Civili, maggiore integrazione europea, uguaglianza religiosa ed etnica e, sopratutto, correzione della “500+” come misura a sostegno delle famiglie contestualizzata in un sistema di supporto alle fasce più deboli maggiormente comprensivo.

A superare lo sbarramento necessario per entrare in parlamento, infine, sono stati il partito contadino PSL -tradizionalmente forte nelle campagne grazie ad una politica clientelare- e, fatto decisamente preoccupante, la Confederazione. Questo movimento di estrema destra, xenofobo ed omofobo, guidato da Janusz Korwin-Mikke, coniuga un liberismo sfrenato in economia ad una politica estera ispirata a Putin ed Erdogan.

La vera partita si gioca in primavera

Nonostante il quadro politico appaia pressoché ben definito, la Polonia potrebbe sperimentare un cambiamento in occasione delle elezioni presidenziali del prossimo Maggio, nelle quali il Presidente uscente, Andrzej Duda -emanazione del PiS- potrebbe trovarsi a fronteggiare avversari decisamente più temibili rispetto alla Coalizione di Schetyna.

Nonostante la Sinistra abbia dichiarato la volontà di esprimere una propria candidatura per la presidenza della Repubblica, la Coalizione Civica sta, nemmeno troppo in silenzio, lavorando infatti per candidare Tusk come candidato unico delle opposizioni in funzione anti-PiS.

Ex-Premier per otto anni, emblema delle Istituzioni Europee, Tusk rappresenta la nemesi di Kaczyński, con cui intrattiene una guerra politica sin dal 2005. Qualora dovesse optare per correre come indipendente, Tusk potrebbe intercettare i voti della Sinistra e del PSL (oltre che quelli della “sua” Coalizione) ed ottenere il consenso di chi, vista l’assenza di un’opposizione votabile, Domenica ha optato per l’astensione.

Non a caso, Kaczyński, consapevole di tale situazione, ha predicato calma, ed ha invitato il Premier Mateusz Morawiecki ad incrementare la platea dei beneficiari delle politiche di sostegno sociale per mantenere gli elettori sul pezzo in vista delle presidenziali di primavera.

Sarà tale scadenza elettorale, infatti, a decidere le sorti politiche del paese, con Kaczyński (salvo sorprese) pronto a sostenere Duda forte dell’ampio vantaggio incassato nel match di andata di Domenica.

Matteo Cazzulani

# # #

14 Ottobre 2019