C’è chi dal drammatico lockdown ne ha tratto un cine panettone (con un bel sedere in primo piano per far cadere gli occhi di noi maschi). E chi come l’amico e collega Sergio Calabrese ha invece preferito chiedere a una serie di persone di raccontare il periodo di quarantena che abbiamo vissuto, cercando di ragionare su come il coronavirus cambierà le nostre vite. La prima pandemia ai tempi di internet ha avuto una eco davvero impensabile, ma scriverne a qualche mese di distanza ha obbligato a confrontarsi con quel periodo, così difficile (e spesso doloroso) ma anche istruttivo.

Non a caso Paolo Comolli, nella sua prefazione, cita il Decamerone di Boccaccio che è citato anche dal mitico Alessandro Barbero in una delle prime lezioni pubbliche dopo il lockdown. Vite sospese si muove lungo quei binari, con un gruppo di persone che, isolate, si raccontano.

Sergio Calabrese è stato uno dei migliori telecineoperatori della Rai e come vedrete in fondo al volume non ha perso la sua capacità di analisi visuale rispetto a ciò che lo circonda: le foto che chiudono Vite Sospese narrano ciò che accaduto intorno a casa di Sergio, in quel lungo e particolare periodo. Una finestra sul cortile ambientata a Vigevano.

Il libro i cui proventi finanziano Kore, Centro Antiviolenza di Vigevano e Lomellina, è un lavoro collettivo di giornalisti, attori, medici, missionari, docenti, psicologi, studenti, pensionati e quant’altro che hanno voluto raccontare le loro Vite sospese.

Ad maiora

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Sergio Calabrese

2020 – Vite sospese

P&V

Vigevano 2020

Pagg.113

Euro 20

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23 Settembre 2020