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Ludmila Ulitskaya, Una storia russa

Chruščëv

(Chruščëv) primitivo, poco istruito, ebbro di potere, governava lo smisurato paese come sapeva: aveva alzato la mano su Stalin, aveva buttato fuori il cadavere del Mausoleo, aveva liberato i detenuti, dissodato le terre vergini, seminato di granoturco la regione di Vologda, arrestato tutti i produttori di maglieria clandestina, i barzellettisti e i parassiti, soffocato l’Ungheria, lanciato lo Sputnik, reso gloriosa l’Urss con Gagarin. Distruggeva chiese e costruiva depositi di macchine e trattori, qualcosa fondeva, qualcosa smembrava, accorpava e frazionava. Inavvertitamente aveva regalato la Crimea all’Ucraina… Con un turpiloquio da scaricatore raddrizzava il cervello all’intelligencija creativa e aveva perfino quasi imparato a pronunciare quella parola complicata di un lessico estraneo. In compenso gli speaker alla radio imitavano la sua pronuncia, addolcendo la “s“ e di “comunismo“ e “socialismo“. Fiutando ovunque marciume, insidie e influenze borghesi, Chruščëv proponeva Lysenko (che riusciva a capire) E rimuoveva i genetisti, i cibernetici e tutti quelli che erano al di sopra della sua comprensione. Nemico della cultura e della libertà, della religione del talento, schiacciava tutti quelli che riusciva a distinguere col suo sguardo miope di ignorante… Non scorse i nemici principali: nella grande letteratura, nella filosofia, nella pittura. a maggior ragione non arrivo a Beethoven, si fece sfuggire Bach, mancò Mozart per semplicità d’animo. Invece avrebbe dovuto vietarli tutti!

Ludmila Ulitskaya, Una storia russa, Bompiani, 2016

L’autoproclamata repubblica di Donetsk fa appello alla Crimea

Nel palazzo della regione occupato, Denis Pushilin (membro del parlamento e del governo del’autoproclamata repubblica popolare) lancia un appello alla fratellanza della Crimea che si è già staccata dall’Ucraina per aderire alla Russia. Lo stesso percorso che cercano di intraprendere i filo-russi delle regioni orientali del paese.

La crisi prosegue.

Ad maiora

In Crimea arrivano i Night Wolves, i motociclisti di Putin

Corteo su due ruote dalla Russia alla Crimea (ormai ex Ucraina).

Il gruppo di motociclisti che conta 5.000 iscritti è nato grazie alla Perestrojka ma sostiene apertamente Putin e il nazionalismo russo.
Il loro leader Zaldostanov, detto il chirurgo, è stato premiato da Putin.

Il gruppo un anno fa fu bannato in Finlandia.

Ad maiora