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L’Aquila Zona Rossa

A trovare zia L’Aquila

Sul percorso della mia trasferta oggi sono passato da L’Aquila. E mi sono fermato a vedere come sta. Come si fa quando si va a trovare un’amica che non sta bene, o una zia che è stata male.

Sono rimasto molto legato a questa città. Sono stato qui, quando lavoravo alla Tgr, per dare una mano ai colleghi abruzzesi nel 2009, pochi giorni dopo il terremoto. E ogni volta che in macchina mi avvicino a questo borgo ferito, sento lo stesso peso sul cuore che provai quando, insieme a Ermanno Generali, arrivammo qui per la prima volta. Non ho conosciuto L’Aquila intatta e mi dispiace tanto.

Il blog che state leggendo prese il via proprio in quei giorni dell’aprile 2009. Pur facendo tanti servizi per i tg, sentii l’esigenza di mettere per iscritto le sensazioni che provai. Per non tenermele tutte dentro.

Tornai pochi mesi dopo nel cratere, quando ormai mancava poco al primo Natale. E ci portai molti studenti del primo biennio del Master di giornalismo. Fu una esperienza ancora più forte. E chissà se a loro quella prima “trasferta” è servita nel loro percorso.

Ci sono stato anche anche tre anni fa, con Francesca, che pure sulla sua pelle un terremoto l’ha vissuto.

E oggi eccomi qui. Con le lacrime che ogni tanto si presentavano a vedere le macerie. O a osservare i restauri alla magnifica Basilica di Collemaggio. O i cartelli con scritto (ancora)Zona Rossa, non entrare.

Una cosa ho notato sul Corso, ancora con tanti cantieri e la maggior parte dei negozi chiusi. In tanti, il sabato mattina erano ancora lì a fare la vasca, a trovare anche loro l’amica malata. Che, ne sono certo, presto tornerà a rialzarsi.

Lascio il resto alle foto che ho scattato.

Ad maiora

Una gita virtuale fuori porta: a #laquilapernoi

So che è pasquetta e che i più sono impegnati nel cercare di smaltire gli eccessi di ieri e altri si preparano a grigliate all’aperto (sperando che il vento non li porti via).

Ma la gita fuori porta ideale oggi è a L’Aquila.
Chi non può materialmente andarci, segua su twitter l’hashtag lanciato dalla Ventisettesima ora #laquilapernoi.

O vada direttamente sul blog del Corriere:
http://www.corriere.it/27esimaora/Laquila/index.shtml

Non dimentichiamole, non dimentichiamoli.
Ad maiora

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Il terremoto aquilano e quel peso sul cuore

Oggi come allora avevo il turno di alba. E stamattina come tre anni fa, sentire la notizia del terremoto aquilano al Gr1 delle 5 mi ha dato un colpo al cuore.

Mano a mano che passarono le ore si capì la gravità di quell’onda tellurica. Diedi immediata disponibilità e, nel volgere di qualche giorno, partii verso l’Aquila insieme al collega e amico Ermanno Generali.

Oltre ai servizi per la Rai, da quel giorno partì in qualche modo questo blog. Queste le mie impressioni d’allora su Onna:

http://sites.google.com/site/andreariscassiit/le-foto-di-onna

Ci sono tornato con gli studenti di gironalismo in Abruzzo. Perché, dopo la violenza della natura, quella “umana” della mancata ricostruzione (ma anche del mancato allarme alla popolazione) è diventato un altro buco nero del nostro paese.

Mentre i giovani cronisti battevano in lungo e in largo l’Abruzzo, io andai a Sulmona per la presentazione di un libro che non ho mai dimenticato:

http://andreariscassi.wordpress.com/2010/12/18/morire-per-un-30-nel-paese-delle-veline/

In Abruzzo (perché è dal letame che nascono i fiori) ora ho molti amici.

Gli stessi a cui penso in questo 6 aprile.

Domandandomi ogni volta come fece qualcuno, quel giorno, a ridere.

E come hanno fatto, tanti altri, in questi anni a dormire sonni sereni.

Ad maiora

Ps. Quando in queste ore sento parlare di “terremoto nella Lega” mi vengono i brividi.

Ma non si può pensare prima di usare queste metafore??

Convegno all'Aquila contro il gasdotto adriatico

Un’assemblea per dire no al Gasdotto Rete Adriatica (che la Snam sta per realizzare lungo la dorsale appenninica) si terrà domani mattina, 8 maggio, a L’Aquila all’Auditorium Elio Sericchi.

All’incontro parteciperanno anche docenti universitari, esperti in materia ambientale e energetica, e otto parlamentari, i rappresentanti delle associazioni che si battono contro il progetto oltre naturalmente ad amministratori locali e regionale di tutte le aree interessate dal mega gasdotto che dovrebbe portare verso nord il gas del South Stream (italo-russo, anzi ora russo-tedesco-francese e anche italiano).

L’evento, promosso dal Gruppo interregionale antigasdotto col Comune dell’Aquila (il gasdotto passerà anche nel cratere sismico), servirà ad approfondire le ragioni alla base della scelta, da parte della Snam, di far passare la rete sulla dorsale appenninica che va da Brindisi a Minerbio (Bologna), passando per i territori comunali di Sulmona e L’Aquila. Ma anche a capire i motivi della mobilitazione dei rappresentanti istituzionali e delle popolazioni dei territori interessati, dapprima solo attraverso comitati spontanei, per portare avanti le ragioni del no all’infrastruttura.

Ad maiora.

Un cantiere per L’Aquila

Nei primi giorni dopo il terremoto aquilano la si vedeva ovunque. La sua statura non da giocatrice di basket non le impediva di sovrastare i molti politici che accorsero da quelle parti solo per farsi un po’ di pubblicità (compreso il presidente americano).

Sono rimasto francamente stupito quando Stefania Pezzopane è stata sconfitta alle ultime elezioni amministrative. Non sono aquilano e quindi non posso giudicare il lavoro fatto. Sono soltanto un giornalista che è venuto da quelle parti per fare il suo mestiere. Ma tra le poche persone delle quali, a pelle, ebbi un’ottima impressione, lei c’era di sicuro.
Battuta alla presidenza della Provincia aquilana, vedo che non ha smesso di impegnarsi. Oggi sul sito di Articolo 21 (www.articolo21.org) c’è un articolo il cui lei stessa annuncia la nascita del Cantiere AQ, presentato qualche giorno fa nella zona rossa della città (http://www.articolo21.org/1517/notizia/laquila-cantiere-di-unitalia-nuova.html).
Con un obiettivo (lo stesso che ha avuto anche il sindaco aquilano qualche settimana fa invitando i direttori a vedere la “ricostruzione”): riportare al centro dell’attenzione questa bellissima provincia distrutta dal terremoto. Una provincia dimenticata dai tg che non hanno raccontato la plateale manifestazione in autostrada e che hanno dato la colpa agli aquilani in corteo a Roma (rectius, ai cosiddetti infiltrati) anche per le manganellate prese (la cui eco ha consentito almeno il rinvio delle tasse, però).
Il manifesto dell’associazione, cui faccio i miei miglior in bocca al lupo lo trovate a questo sito:
Ad maiora. Evviva il popolo delle carriole.