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Lincoln nel Bardo. A me non è piaciuto. A voi?

Ho comprato e letto Lincoln nel Bardo sull’onda di una serie di recensioni entusiastiche lette su vari giornali italiani. L’ho comprato subito ma letto a fatica, o meglio: ho faticato a finirlo e l’ho trascinato più del dovuto. È più forte di me: non riesco ad abbandonare i libri in corsa anche se non mi piacciono. Anche se non li capisco. Come questo primo romanzo del saggista George Saunders e racconta il triste passaggio tra la vita e la morte del piccolo figlio di Abramo Lincoln. Il Bardo, nella cultura tibetana, è quel passaggio intermedio della mente, quando la coscienza si separa dal corpo. E nel libro Saunders (che recentemente col suo Lincoln ha vinto il Booker Prize come migliore romanzo inglese) racconta proprio quel momento, con la figura del Presidente americano, del piccolo Willie e di altre sconosciuti defunti. Ma è un racconto tutto spezzettato:

«Mr Lincoln non udiva nulla di tutto questo, ovviamente.

Per lui era solo una cripta silenziosa a notte fonda.

il reverendo everly thomas

Poi giunse il momento critico.

roger bevins III

Padre e figlio dovevano interagire.

hans vollman

L’interazione avrebbe illuminato il bambino; lo avrebbe autorizzato o incoraggiato ad andare.

roger bevins III

Altrimenti tutto era perduto.

il reverendo everly thomas».

Il testo è scritto e tradotto molto bene ed è forse questo il suo principale merito, oltre a quello di affrontare un tema scomodo come quello della morte e dei morti:

«Eravamo stati madri, padri. Eravamo stati mariti per molti anni, uomini importanti, che erano giunti qui, in quel primo giorno, accompagnati da folle così immense e affrante che, ondeggiando per udire l’orazione funebre, avevano danneggiato le siepi senza rimedio. Eravamo state madri, dirottate qui durante il parto, private della nostra soavità del nudo dolore in quella circostanza, che si lasciavano dietro mariti innamorati, così tormentati dal dolore di quegli ultimi istanti (il pensiero che il dolore ci aveva precipitato in quell’orribile buco nero separandoci da noi stesse) da non essere più riusciti ad amare».

Insomma, lo avete capito. Un libro interessante e ben scritto ma che francamente esce troppo dai miei standard di lettura. E dai vostri?

Ad maiora

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Lincoln nel Bardo

Feltrinelli

Milano, 2017

Pagg. 352

Euro: 18.50