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L’ultimo melograno curdo

Un padre che arrestato e sepolto nel deserto, ha come unica aspirazione uscire per poter vedere suo figlio. Ma ne troverà ben tre. Una trama d’altri tempi per un libro ambientato invece in questi giorni, nel martoriato Kurdistan. Bachtyar Ali, col suo L’ultimo melograno, racconta una fiaba amara, ma capace di far sognare speranze per il futuro. La prima parte del volume (edito da Chiarelettere) è un inno all’ascetismo, l’unico in grado di farti sopravvivere in un carcere in mezzo al nulla: “Il deserto è pieno di voci che l’uomo non potrà mai comprendere fino in fondo, ma giorno dopo giorno ero riuscito a decifrarne i mille geroglifici. Se sei costretto a vivere così a lungo in una cella in mezzo al deserto, devi imparare a riempirti la vita, a tenerti impegnato. E soprattutto a non pensare al tempo. Solo quando riesci a dimenticartene puoi dimenticare anche dove ti trovi”. E ancora: “Dopo ventun anni passati nel deserto, la sabbia è la sola cosa a cui riesci a pensare. (…) Le distese sconfinate del deserto ti rendono libero, e alla fine arriva il giorno in cui quella libertà è tutto ciò che ti serve”.

La sintesi di questa vita forzatamente monastica di questo ex guerrigliero curdo si condensa in due sentenze:

“Chi pensa soltanto all’universo è libero dalla paura“.

“Il deserto e la politica sono la stessa cosa: due campi nei quali non cresce nulla”.

Ovvio che Muzafari nella sua cella insabbiata abbia imparato l’assoluta arte della pazienza: “Non c’è nulla di più difficile che dover imparare a non aspettare. L’uomo è una creatura debole, sempre in attesa di qualcosa. Aspetta fino al giorno del giudizio la ricompensa promessa, che non arriva mai, perché non esiste. Questa notte, però, posso dirvi questo: senza attesa l’uomo non è più nulla, è destinato a crollare. Senza attesa l’uomo è perso per sempre”.

Fuori dal carcere l’ex combattente farà molte scoperte, tante quanti gli anni in cui è stato rinchiuso. Troverà nuovi amici, nuovi fratelli, nuovi figli. Perché “esiste un solo tipo di fratellanza: quella che nasce dalla vita e dall’amore. Tutto il resto è solo menzogna”.

Ad maiora

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Bachtyar Ali,

L’ultimo melograno

Chiarelettere,

Milano 2018

Pagg 272

Euro 17